Visualizza articoli per tag: PAT

REGIONE: Sardegna
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Vegetali trasformati

Descrizione

"L'asparago selvatico", in dialetto "ispàrau", "sparàu" e "ipàramu", è un prodotto tipico della Sardegna.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito l'asparago selvatico nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Origine

L'asparago selvatico è una pianta tipica della macchia mediterranea e veniva raccolta e consumata sin dai tempi degli Egizi e degli antichi romani.

Il suo torione (getto della pianta), è molto più sottile rispetto all'asparago normale e in Sardegna può essere trovato nei boschi, nei sottoboschi e nelle campagne.

Degustazione

L'asparago selvatico è una vera e propria prelibatezza e viene utilizzato per realizzare:

  • ottime frittate;
  • come condimento per pasta o riso;
  • consumato come contorno di carne e pesce.
Pubblicato in SARDEGNA
Etichettato sotto
REGIONE: Calabria
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati

Descrizione

"L'asparago selvatico della Calabria" viene utilizzato sia come pianta commestibile sia per le sue proprietà benefiche.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito l'asparago selvatico della Calabria nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Calabria (PAT).

Origine

L'asparago selvatico della Calabria è una pianta erbacea perenne diffusa:

  • nei pascoli;
  • nei cespugli;
  • nelle radure;
  • nelle zone boschive.

Si distinguono dagli asparagi coltivati perché risultano più sottili e spinosi.

Hanno un sapore amarognolo e intenso, per questo vengono utilizzati per realizzare tanti piatti come:

  • frittate;
  • contorni;
  • antipasti;
  • in alcune zone della Calabria vengono conservati sott'olio.

In cucina

L'asparago selvatico della Calabria lo puoi preparare in tantissimi modi in quanto, essendo un alimento molto versatile, può essere combinato con tantissime ricette.

Puoi cucinarli con:

  • le uova, sia sottoforma di frittate o come contorno di uova al tegamino.

Puoi gustarli:

  • crudi, conditi con olio, limone e grana, oppure come condimento per la pasta o il riso.

L'asparago selvatico della Calabria può essere lessato e usato come:

  • contorno di carne o pesce;
  • sono ottimi anche saltati in padella, grigliati, pastellati o fritti;
  • nonchè al forno per preparare ottime torte salate.

Consigli

Il consiglio che posso darti è di cucinarli non più di dieci o quindici minuti in base allo spessore dell'asparago, per non fargli perdere il sapore che li contraddistingue.

Quando li salti in padella non usare l'aglio, ma utilizza la cipolla o lo scalogno.

Pubblicato in CALABRIA
Etichettato sotto
REGIONE: Sardegna
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Formaggi
CERTIFICAZIONE PRODOTTO: PAT

Descrizione

"L'axridda" è un formaggio tipico della Sardegna che viene prodotto secondo una tecnica molto particolare e di origine antica, di cui si trova testimonianza anche in "Plinio il Vecchio".

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito l'axridda nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Origini

Axridda in sardo significa proprio "argilla" e il "Su casu cun s'axridda", così è chiamato nel dialetto locale, nasce nel territorio di Escalaplano, nella zona pastorale del Gerrei in provincia di Cagliari , dove questa tradizionale tecnica di lavorazione viene tramandata di generazione in generazione e sopravvive ormai solo presso pochi produttori locali.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la preparazione dell'axridda sono:

  • latte di pecora o capra o un misto dei due;
  • argilla in polvere.

Caratteristiche

L’argilla è un "isolante naturale" che viene estratto da una cava locale, protegge il formaggio dall'aumento della temperatura esterna ed è in grado di mantenere un grado ottimale di umidità al suo interno.

Inoltre, difende da eventuali parassiti e consente di raggiungere stagionature anche superiori ai 12 mesi.

Proprietà organolettiche

Grazie a questa particolare lavorazione l'axridda si presenta:

  • in forme cilindriche o coniche;
  • è un formaggio dal gusto complesso, dolce ma deciso, aromatico;
  • nelle varianti più stagionate, il suo gusto diventa leggermente "piccante".

Si avverte infatti un forte sentore di pecora, ma arricchito da erbe, fieno e frutta secca, pur essendo un formaggio a pasta dura o semidura e stagionato, sembra sciogliersi in bocca in un'esplosione di sapore.

Degustazione

Va abbinato ad un buon rosso corposo o anche un passito!

Pubblicato in SARDEGNA
Etichettato sotto
REGIONE: Sicilia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Gastronomia

Descrizione

I "badduzzi di risu", nome del dialetto che significa "palline di riso", è un piatto tipico della tradizione siciliana, diffuso in tutta la regione e in particolare nei territori di Enna e Caltanissetta.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito i badduzzi di risu nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Origine

La storia di questa pietanza ha radici antichissime.

È molto probabile, infatti, che la sua comparsa nella tradizione culinaria dell'isola sia dovuta agli Arabi, in quanto la cultura del riso è stato importata in Sicilia proprio durante la loro dominazione.

Preparazione

I badduzzi di risu presentano una preparazione particolare e ricca di ingredienti, ma che risulta abbastanza semplice.

Si inizia in questo modo:

  • si fanno tostare il riso in un soffritto di cipolle, a cui si aggiunge poi dello zafferano e del brodo di carne di manzo;
  • il riso va "cotto al dente", dopo di che si aggiunge del pecorino grattugiato e dei pezzi di tuma, un formaggio fresco di pecora siciliano;
  • a questo punto si creano delle palline, della grandezza di una noce, si passano nel pane grattugiato o nella farina.

Quindi si friggono nell'olio fino ad avere una doratura omogenea.

Ingredienti

 Gli ingredienti necessari per la preparazione dei badduzzi di risu sono:

  • riso;
  • cipolle;
  • zafferano;
  • brodo di manzo;
  • pecorino grattuggiato;
  • tuma;
  • pane grattuggiato/farina;
  • olio per friggere.

Degustazione

Secondo la ricetta originale, queste particolari polpette vanno:

  • consumate immergendole nel brodo di carne a cui si aggiunge del parmigiano grattugiato.

Non mancano comunque le "varianti" della ricetta tradizionale, le quali interessano soprattutto il:

  • tipo di carne utilizzata per il brodo.

Questo piatto veniva preparato specialmente nel periodo invernale e servito come primo o come pasto completo, vista la sua consistenza.

In alcune zone dell'isola i badduzzi di risu vengono serviti senza l'accompagnamento del brodo e usati in questo caso come antipasti.

Pubblicato in RICETTE SICILIANE
Etichettato sotto
REGIONE: Puglia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Frutta

Descrizione

Il "barattiere", "cianciuffo", "pagnotella", "cocomerazzo" è un frutto tipico pugliese che rientra nella specie "cucumis melo" (melone), è un frutto ricco di acqua, di potassio e ha un basso contenuto di zuccheri.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il barattiere nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Puglia (PAT).

Origine

Il barattiere o cocomerazzo è il frutto non ancora maturo del "melone", che presenta un sapore leggermente dolce ed una pasta croccante.

La pagnotella o cianciuffo viene consumato ormai da secoli crudo, in alternativa al cetriolo, senza alcun condimento di olio e sale.

Insalata col barattiere - una ricetta fresca per l'estate

Ingredienti

Gli ingredienti sono:

Preparazione

Per la preparazione inizia:

  • a lavare bene l'insalata, asciugala e tagliala a strisce non sottili;
  • prendi il cianciuffo lavalo e taglialo a metà.

All'interno presenta i classici semini del melone che dovrai togliere e procedere con il tagliarlo a pezzetti grossolani.

  • Continua la ricetta con i pomodori che dovrai lavare e tagliare in 3/4 parti;
  • ora prendi la cipolla e tagliala alla julienne e la mozzarella a dadini;
  • in un contenitore di vetro versa l'olio, il sale quanto basta e l'aceto di mele, sbattili con una frusta fino ad ottenere un'emulsione;
  • ora prendi tutte le verdure tagliate in precedenza e mettile in una insalatiera dove andrai ad aggiungere il condimento.

Mescola bene, e la tua insalata fresca a base di barattiere è pronta per essere gustata!

Variante

Variante:

  • se ami la salsa di soia puoi aggiungerla all'emulsione di olio, aceto e sale!
Pubblicato in PUGLIA
Etichettato sotto
 
REGIONE: Liguria
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Vegetali


Descrizione

Il "basilico genovese" presentato per il consumo fresco nei tipici bouquet, è uno dei simboli della Liguria nel mondo.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha riconosciuto al basilico genovese la certificazione DOP.

Storia

Non tutti sanno che il basilico in generale è stato considerato sin dall'antichità una pianta molto pregiata. Si pensi che per gli Egiziani era addirittura sacra! I romani introdussero questa specie proprio in Liguria, in particolare nell'area genovese. Può sorprendere il fatto che anticamente il basilico non veniva usato in cucina, bensì ne venivano sfruttate le spiccate proprietà curative. 

Caratteristiche

Il basilico genovese si distingue per le foglie di dimensioni medio piccole di forma ovale e di colore verde tenue. Il suo profumo è più delicato rispetto al basilico comune e privo dell'aroma di menta. Per mantenere le caratteristiche di produzione tradizionali è coltivato solo sul terreno naturale del versante collinare verso il mare. Questo conferisce al basilico genovese una quantità e qualità di oli essenziali particolarissime.

basilico genovese caratteristiche

 

Produzione

Distinguiamo due tipi di produzione:

  • produzione destinata al consumo fresco: avviene generalmente tutto l'anno in serra con densità molto elevate per permettere alle piantine di crescere tenere e profumate. La semina viene fatta a mano, a spaglio. Il tempo che intercorre fra la semina e la raccolta varia a seconda della stagione: si passa dai 20 giorni nella stagione estiva a più del doppio nella stagione invernale.
  • produzione destinata alla lavorazione industriale: avviene in pieno campo, senza alcuna copertura e non può sfruttare la stagione invernale. La semina avviene infatti in primavera. La coltura in pieno campo  è realizzata in "tacche" delle specie di siepi, appositamente predisposte per permettere il passaggio dei mezzi agricoli per la raccolta.

Raccolta

La raccolta in serra viene eseguita rigorosamente a mano partendo dalle piantine più grandi che vengono confezionate a mazzetti in un cartoccio che riporta il marchio DOP e il nome del produttore e come abbiamo detto avviene durante tutto il corso dell'anno.

raccolta a mano basilico genovese

La raccolta in pieno campo è realizzata meccanicamente nel periodo compreso fra giugno e settembre.   

basilico genovese raccolta campo aperto

Utilizzo

Il basilico genovese è utilizzato per la preparazione del tipico pesto genovese, ma è ottimo anche in aggiunta alle insalate tagliato poco prima di essere consumato per preservare l'aroma. Sulla pizza margherita poi due foglioline di basilico non guastano mai!

 

Pubblicato in LIGURIA
Etichettato sotto
Pagina 8 di 155

I&T Srl Innovativa

P.IVA 09780790961
CF 09780790961
Via Vertoiba 2, - 20137 Milano

Sistemi di Pagamento

 MasterCard  PayPal  Sepa Visa 

 

Seo by @enitto