Visualizza articoli per tag: PAT

Regione: Sicilia
Tipologia Prodotto: Frutta

Descrizione

La bastarduna di Calatafimi è un frutto tipico e apprezzato del territorio siciliano, prevalentemente trapanese!

Certificazioni

 

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la bastarduna di Calatafimi nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Caratteristiche

La bastarduna di Calatafimi è una particolare qualità di fico d'India, a pasta gialla, tipico del periodo autunnale e, più precisamente, Novembrino.

È un frutto molto apprezzato.

Quando è maturo al punto giusto:

  • la sua polpa è compatta, morbida e piacevole;
  • il sapore dolce con note intense e decise.

Coltivazioni

La pianta della bastarduna di Calatafimi fa parte della categoria delle "piante grasse", che si contraddistinguono per essere:

  • resistenti;
  • molto longeve;
  • propense a crescere in natura senza bisogno di particolari cure o quantità eccessive di acqua.

Si tratta di piante imponenti, costituite da:

  • grandi foglie spesse, grosse e dure, che fungono anche da tronco, ricoperte di spine, che le proteggono da eventuali manifestazioni atmosferiche violente e dalla maggior parte dei parassiti infestanti.

Degustazione

Il fico d'India qualità bastarduna di Calatafimi è un frutto da tavola apprezzatissimo a fine pasto, grazie al sapore particolare che sgrassa e rinfresca la bocca.

In alcune ricette è utilizzato per impreziosire le insalate.

Il bastarduna di Calatafimi è un prodotto ricco di:

  • vitamine;
  • minerali;
  • proprietà nutritive sane e benefiche.

Tantissime persone amano preparare con la bastarduna di Calatafimi:

  • marmellate;
  • confetture;
  • succhi o centrifugati.

Confezionato così diventa un'ottima colazione!

Pubblicato in SICILIA
Etichettato sotto
REGIONE: Puglia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Vegetali trasformati

Descrizione

La "patata dolce" o "batata dell'agro leccese" è un tipo di patata molto zuccherina tipica della Puglia e molto nota agli abitanti che la utilizzano sin dall' antichitità in diverse preparazioni culinarie.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la batata dell'agro leccese nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Puglia (PAT).

Tradizioni

La patata viene chiamata anche "patàna" o "taràtufulu", per cui ogni denominazione può essere ricondotta alla stessa variante di patata dolce.

Nel passato, la sua coltivazione era circoscritta alla zona del Salento, in particolare nel comune di Calimera.

Nel tempo, la coltivazione si è diffusa anche nelle zone adiacenti, e ad oggi, c'è una forte presenza in quasi tutto il territorio della provincia di Brindisi e di Lecce.

Essa viene coltivata da Febbraio ad Ottobre e raccolta da Settembre a Novembre.

Presentazionde

La batata dell'agro leccese si presenta con:

  • un colore rossastro;
  • la polpa di colore giallo;
  • è molto zuccherina;
  •  ricca di fecola e di amidi, motivo per cui è possibile ottenere dalla stessa una buona farina.

Utilizzo

In cucina si presta molto nella preparazione di:

  • frittelle;
  • focacce e tipi di pasta a base di patate.

Puoi utilzzare la batata anche:

  • al forno;
  • fritta;
  • cotta nella cenere.

Fate attenzione però, perchè essendo un tubero contenente molti zuccheri, il sapore è particolare e potrebbe non prestarsi al gusto di tutti.

D' altro canto, la patata fritta e cosparsa di zucchero è una ricetta che piace molto ai bambini per merenda!

Curiosità

Oltre ad usarla in cucina, puoi anche prendere spunto dall'uso ornamentale che ne facevano gli antichi e metterla in acqua per ottenere una bellissima pianta con le foglie a forma di cuore.

Pubblicato in PUGLIA
Etichettato sotto
Regione: Sicilia
Tipologia di prodotto: Formaggi

 Descrizione

Il "belicino" è un formaggio e prodotto tipico della Sicilia.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il belicino nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Caratteristiche

Il Belicino si presenta come: 

  • un formaggio senza crosta;

  • dalla pasta semidura e compatta;

  • senza occhiatura;

  • con l'evidente presenza delle olive al suo interno trattate in "salamoia".

Il colore è bianco, dovuto anche all'assenza di stagionatura infatti, il belicino, subito dopo la salatura, può essere già consumato.

È un formaggio dal sapore e dall'aroma delicati proprio per l'assenza di stagionatura.

Origini

Il formaggio belicino ha una storia "abbastanza recente", infatti viene prodotto a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale nella provincia di Trapani, precisamente nei comuni di:

  • Calatafimi;
  • Campobello di Mazara;
  • Castelvetrano;
  • S. Ninfa;
  • Gibellina;
  • Poggioreale;
  • Salaparuta;
  • Salemi.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per pa preparazione del belicino sono:

  • latte di pecora della valle del Belice;
  • olive Nocellara del Belice.

Preparazione

Dalla forma cilindrica, con facce piane e scalzo leggermente convesso, il belicino si produce a partire dal:

  • si unisce del latte di pecora a 36 gradi al caglio in pasta di agnello;
  • successivamente rompete la cagliata in pezzi piccolissimi;
  • poi aggiungete alla pasta dell'acqua a 60 gradi;
  • aggiungete poi  le olive;
  • poi riponete il tutto in fuscelle di giunco (secondo tradizione);
  • in fine, immergete le forme nel prodotto residuo della ricotta per 4 ore e successivamente salate in salamoia.

Ed ecco che passate queste 4 ore avrete un ottimo formaggio belicino pronto da gustare col suo particolarissimo sapore.

Degustazione

Il formaggio belicino può essere consumato fresco, dopo la fase di asciugatura della durata di 24 ore.

Il sapore dato dall'assenza di stagionatura lo rende particolarmente adatto all'abbinamento con i vini bianchi.

 

Pubblicato in SICILIA
Etichettato sotto
REGIONE: Sardegna
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Pesce

Descrizione

Il "belu" non è altro che lo "stomaco del tonno" e può essere consumato fresco, essiccato o affumicato, a seconda della lavorazione alla quale viene sottoposto.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il belu nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la preparazione del belu sono:

  • 1 stomaco di tonno essiccato;
  • 1.5 kg di patate;
  • 1 kg di cipolle;
  • 500 gr di pomodori freschi;
  • una manciata prezzemolo;
  • 2 foglie di alloro;
  • 2.5 dl vino bianco secco;
  • olio extra vergine di oliva;
  • sale;
  • pepe.

Lavorazione

Il belu è tipico soprattutto dei litorali del Sulcis Iglesiente e si ottiene effettuando varie fasi di lavorazione che comprendono:

  • la pulitura;
  • la spinatura del pesce.

Una volta che è stato pulito e aperto, il tonno viene essiccato ricoprendo lo stomaco con il sale per almeno 24 ore.

In seguito, le parti rimosse vengono:

  • lavate in acqua salata e messe ad asciugature sopra delle stuoie di erica o ramoscelli di piante tipiche della macchia mediterranea.

Quando il belu appare perfettamente "essiccato", viene appeso nelle cantine o in luoghi asciutti e poco umidi.

In generale questo tipo di alimento può essere:

  • lavorato in casa o anche negli stabilimenti delle tonnare, che spesso dispongono di apposite stanze per l'affumicazione.

Degustazione

Oggi può essere impiegato per preparare un gran numero di piatti della tradizione sarda tra cui:

  • zuppe;
  • minestre;
  • pietanze a base di trippa di pesce.

Particolarmente gustoso è il belu cucinato con:

  • patate;
  • cipolle;
  • pomodori ed alloro.

Preparazione

Per prima cosa si dovrà tenere a bagno per una notte lo stomaco di tonno, lavarlo dal sale e farlo bollire in acqua per un'ora e mezza.

In un altro tegame poi si faranno soffriggere:

  • la cipolla;
  • i pomodori;
  • le patate;
  • l'alloro;
  • il belu tagliato a pezzettini.

Dopo 45-50 minuti si potrà sfumare con del vino bianco e togliere dal fuoco quando le patate saranno ben cotte.

Pubblicato in SARDEGNA
Etichettato sotto
Regione: Sardegna
Tipologia di prodotto: Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria
CERTIFICAZIONE PRODOTTO: PAT

Descrizione

I "bianchittos" sono dei dolcetti a base di meringa tipici della Sardegna!

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito i bianchittos nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Tradizioni

Non vi è una vera e propria zona di origine, ma vengono preparati un poò ovunque nell'isola.

Oggi si possono assaggiare soprattutto durante feste e pranzi di nozze.

Secondo la tradizione venivano offerti dagli sposi come ringraziamento per i regali ricevuti.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la preparazione dei bianchittos sono:

  • 150 g di mandorle tritate;
  • 500 g di zucchero a velo;
  • scorza di 2 limoni;
  • 5 albumi d'uovo;
  • un pizzico di sale;

Preparazione

I bianchittos sono molto semplici da cucinare e non richiedono particolari abilità, ma è indispensabile avere un’impastatrice planetaria, in quanto gli albumi devono essere lavorati per lungo tempo.

La prima cosa da fare è:

  • mettere le chiare d'uovo nella ciotola della planetaria, aggiungere un pizzico di sale e montare a neve per almeno 10 minuti;
  • nel frattempo si dovrà versare dentro un pò per volta lo zucchero a velo e continuare a mescolare per altri 5-10 minuti;
  • quando gli albumi sembreranno belli soffici e gonfi, è necessario aggiungere la scorza di limone grattugiata e le mandorle tritate grossolanamente;
  • con l'ausilio di una spatola o un cucchiaio, continuare ad amalgamare dall’alto verso il basso per non smontare il composto;
  • a questo punto si può mettere l'impasto in una sac à poche dotata di bocchetta liscia per formare dei ciuffetti sopra una teglia rivestita con carta da forno;
  • una volta terminato tutto il composto, si possono infornare i bianchittos a 120 °C per almeno un’'a e mezza;
  • infine, sfornare, fare raffreddare e servire con un bel caffè o un tè caldo.
Pubblicato in SARDEGNA
Etichettato sotto
REGIONE: Sicilia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Dolci

Descrizione

Il "biancomangiare" è un dolce, a base di latte e mandorle, che fu importato in Italia e, specificamente, in Sicilia, dagli Arabi, in epoca medievale.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il biancomangiare nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Caratteristiche

Il biancomangiare è un dessert al cucchiaio, dalla consistenza di un budino, morbido e molto dolce e goloso.

Origini

In Sicilia viene preparato rispettando l'antica tradizione delle prime ricette reperite già dall' epoca del Medioevo.

Il biancomangiare, infatti, allietava le tavole delle più nobili ville signorili ed era considerato un prodotto di pregio, in grado di concludere pranzi e cene importanti con raffinatezza.

Ingredienti

Il biancomangiare ha, tra i suoi ingredienti principali:

un tipico frutto a guscio del territorio siciliano.

La mandorla siciliana per eccellenza è quella denominata d'Avola, che si coltiva principalmente tra Ragusa e Siracusa.

Le mandorle d'Avola si contraddistinguono per:

  • la loro forma, un ovale perfetto;
  • per il guscio liscio, quasi vellutato al tatto.

Le mandorle d'Avola sono le migliori per preparare un biancomangiare in tipica chiave siciliana.

Gli ingredienti del biancomangiare per 2 porzioni sono:

  • mezzo litro di latte;
  • 1 bacca di vaniglia;
  • 2 cucchiai di zucchero bianco;
  • 4 cucchiai di mandorle d'Avola ridotte a farina grazie all'aiuto di un mixer;
  • 1 presa di cannella.

Preparazione

Per preparare il biancomangiare bisogna:

  • far sobbollire il latte con la stecca di vaniglia e lo zucchero;
  • quando sia lo zucchero che la vaniglia saranno sciolti, si aggiunge la farina di mandorle, mescolando velocemente, a mano, con delle fruste, su fiamma bassa;
  • appena il composto si addensa, bisogna versarlo in due recipienti tondeggianti e si lascia raffreddare.

Degustazione

Quando il biancomangiare avrà raggiunto una consistenza soda, lo si impiatta, spolverizzandolo con della cannella, e si decora il piatto con qualche mandorla sgusciata.

Pubblicato in SICILIA
Etichettato sotto
Pagina 9 di 155

I&T Srl Innovativa

P.IVA 09780790961
CF 09780790961
Via Vertoiba 2, - 20137 Milano

Sistemi di Pagamento

 MasterCard  PayPal  Sepa Visa 

 

Seo by @enitto