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REGIONE: Sicilia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Pesce

Descrizione

Il "tonno di tonnara" è una pregiata e squisita varietà di tonno rosso, pescata in Sicilia con il tradizionale metodo denominato "mattanza".

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il tonno di tonnara nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

La pesca

Si tratta di splendidi esemplari di oltre 100 kg, particolarmente apprezzati per la loro carne tenera e ricca di sapore.

La pesca del tonno rosso, rappresenta per i siciliani una vera e propria arte, tramandata dai pescatori di generazione in generazione.

Il tonno di tonnara è una specialità genuina e stuzzicante, capace di regalare un tocco di sapore squisitamente mediterraneo a qualsiasi primo piatto e antipasto.

Mattanza

Le "tonnare siciliane" più importanti, sono senz'altro quelle di:

  • Trapani;
  • Favignana;
  • Capo Passero.

In questi luoghi un tempo si svolgeva regolarmente la mattanza dei tonni.

Oggi questo metodo sta cadendo in disuso e, anche per questo motivo, il tonno di tonnara è diventata una vera e propria specialità di grande pregio.

Pregio

Scegliere di portare in tavola il prelibato tonno rosso siciliano è sempre un garanzia di successo, in particolar modo nelle grandi occasioni.

Puoi decidere di preparare con esso:

  • dei golosi antipasti da proporre a tutta la famiglia;
  • dei condimenti per un semplice primo piatto a base di pasta.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per preparare un buonissimo tonno rosso siciliano sono:

  • filetto di tonno fresco;
  • polpa di pomodoro;
  • olive nere;
  • basilico fresco.

Ricetta

Naturalmente giocare con la fantasia è sempre la carta vincente per sorprendere amici e parenti!

Se desideri servire un secondo piatto estivo e dal profumo estivo, allora non ti resta che:

  • tagliare a cubetti un filetto di tonno fresco;
  • rosolarlo in padella con della polpa di pomodoro;
  • arricchirlo con delle deliziose olive nere.

In pochi step avrai realizzato una pietanza tipicamente siciliana che, guarnita con basilico fresco, conquisterà anche i buongustai più esigenti!

Descrizione

La "granita di gelsi neri" è una specialità della tradizione dolciaria siciliana e le sue origini risalgono all'epoca Araba.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la granita di gelsi neri nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Tradizioni

L'arte del sorbetto è giunta fino ai giorni nostri inalterata ed è divenuta un rito di fine pasto molto apprezzato oltre che una graditissima merenda rinfrescante durante le caldi estati siciliane.

Si è largamente diffusa in tutta l'isola dove spopolano chioschi e gelaterie, in cui è possibile degustare una granita ormai in qualsiasi periodo dell'anno accompagnata da una morbida brioche aromatizzata all'arancia.

Ingredienti

Il procedimento di preparazione è molto semplice, quindi potrai realizzare la tua granita di gelsi neri anche in casa.

Avrai bisogno di pochi ingredienti, ovvero:

  • mezzo litro di acqua;
  • 1 limone;
  • 1 kg di gelsi;
  • 200 gr di zucchero.

Lavorazione

  • Una volta lavati i gelsi asciugali con un canovaccio facendo attenzione a non schiacciarli, passali nel mixer fino ad ottenerne una crema corposa e densa;
  • fatto questo aggiungi il succo di un limone che avrai precedentemente filtrato e mescola;
  • procedi con il versare l'acqua in una pentola ed aggiungi lo zucchero;
  • metti sul fuoco, ma non portare ad ebollizione, lo zucchero dovrà solo sciogliersi e non caramellare;
  • lascia freddare e successivamente unisci al composto di gelsi;
  • mescola e passa un' altra volta il tutto nel frullatore.

Raffreddamento

Travasa in un contenitore e riponi in freezer per almeno 24 ore.

Degustazione

Prima di servire fai rinvenire la purea e frulla nuovamente la quantità che ti serve.

Versa una generosa quantità di granita in una coppetta e accompagna con una brioche.

REGIONE: Sicilia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Dolci
CERTIFICAZIONE PRODOTTO: PAT

Descrizione

Lo "sfoglio", detto "sfogghiu" nel dialetto siciliano, è un dolce tipico di questa regione e più precisamente di Polizzi Generosa, un paese situato nella zona delle Madonie in provincia di Palermo.

Origini

Ci sono anche altre varianti dello sfoglio, come quella ragusana ad esempio, che però differisce in maniera sostanziale da quella tipica Polizzana.

Le origini di questo dolce tradizionale, così come per tutti i dolci siciliani, è molto antica.

Lo sfoglio è stato realizzato per la prima volta nel XVII secolo, in onore di San Benedetto, dalle Monache Benedettine che facevano parte del convento di Santa Margherita a Polizzi.

Certificazioni

Lo sfoglio è stato inserito dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Ingredienti

La torta è composta da una base di pasta frolla e tra gli ingredienti principali ci sono:

  • il cioccolato;
  • tuma, un formaggio fresco di pecora tipico della Sicilia.

La realizzazione dello "sfogghiu" non risulta particolarmente difficile.

Come prima cosa si prepara la pasta frolla con un impasto composto da:

  • farina;
  • burro;
  • uova;
  • zucchero;
  • marsala;
  • scorza grattugiata di limone.

Una volta amalgamato bene l'impasto, si lascia riposare e si passa alla preparazione del ripieno.

Gli ingredienti del ripieno, invece sono:

  • albumi d'uovo;
  • zucchero;
  • cioccolato a pezzi;
  • tuma;
  • cannella.

Assemblamento

Quindi si riprende l'impasto e si formano due dischi.

Sul primo si distribuisce il ripieno in maniera omogenea, mentre il secondo disco viene utilizzato per chiudere il dolce che va poi cotto al forno.

Degustazione

Lo sfoglio va servito freddo e solitamente viene consumato come dessert, accompagnato magari da un vino dolce come il passito.

REGIONE: Sicilia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Dolci

Descrizione

Le "cuffitelle" sono un prodotto dolciario della regione Sicilia inserito dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali nell'elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).

Ingredienti

Si tratta di dolci della tradizione natalizia composti da:

  • farina;
  • sugna;
  • zucchero;
  • fichi secchi;
  • chiodi di garofano;
  • cannella;
  • mandorle;
  • fichi secchi, prodotti nel territorio di Calascibetta.

Preparazione impasto

Cucinare questi dolci non è affatto difficile.

Per prima cosa va fatta la sfoglia.

Si impastano insieme:

  • farina;
  • sugna;
  • zucchero.

Quando si avrà un prodotto liscio e leggermente appiccicoso, si deve stendere con il mattarello su uno spianatoio.

A questo punto si possono porre sull'impasto steso, a debita distanza l'uno dall'altro, piccole quantità di ripieno, formato da:

  • fichi secchi;
  • chiodi di garofano;
  • mandorle;
  • cannella;
  • zucchero.

Successivamente con un apposito strumento, il "piduzzu", si può tagliare l' impasto e ripiegarlo su se stesso creando una forma simile alla "mezzaluna".

Cottura

Dopo aver creato i vari dolci, questi possono essere messi in forno a 180 gradi per 20 minuti.

Tradizioni

Le cuffitelle sono dolci natalizi che vengono tramandati sulle tavole siciliane di generazione in generazione.

Il sapore speziato e l' impasto morbido ne fanno un prodotto tipico della tradizione sicula!

Odori e sapori sapientemente miscelati che ricordano le influenze delle popolazioni Arabe che hanno abitato queste terre nell'antichità.

Degustazione

Questi dolci possono essere mangiati sia a colazione che a merenda.

Il loro sapore delicato, ma corposo, si adatta a tutte e due le tipologie di pasto.

REGIONE: Sicilia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Dolci
CERTIFICAZIONE PRODOTTO: PAT

Descrizione

Le "piparelle" sono dei biscotti tipici della tradizione siciliana, diffusi soprattutto a Messina, ma presenti in tutta la Sicilia e anche in altre zone del Sud Italia.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito le piparelle nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Origini

Le origini di questo dolce sono molto antiche e presumibilmente vanno fatte risalire alla dominazione Araba.

La forma tipica delle piparelle è allungata, mentre la colorazione è dorata.

Gli ingredienti principali alla base del dolce sono:

  • il miele e le mandorle.

Ingredienti

La ricetta originale delle piparelle prevedeva una preparazione molto lunga che poteva arrivare a durare anche due giorni, ragione per cui la realizzazione delle piparelle avveniva solo in occasione delle festività o per ricorrenze speciali.

Per realizzare questi dolci tipici è necessario come prima cosa creare un impasto composto da:

  • farina;
  • strutto;
  • zucchero;
  • scorza di arancia;
  • cannella;
  • chiodi di garofano;
  • noce moscata;
  • pepe nero;
  • miele;
  • mandorle intere.

Preparazione

Una volta amalgamato l'impasto, si modella creando dei filoni che vanno poi cotti al forno una prima volta.

Raggiunta una doratura omogenea, si tagliano i filoni a fette e si ottengono così le piparelle, che vanno poi cotte una seconda volta per circa 15 minuti.

Originariamente le piparelle venivano realizzate soprattutto durante la commemorazione dei Morti a Novembre.

Oggi invece possono essere trovati tutto l' anno.

Degustazione

Le piparelle vengono servite come:

  • dessert a fine pasto;

sono perfette se accompagnate da un bicchiere di vino liquoroso come la Malvasia o il Marsala.

REGIONE: Sicilia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Formaggi

Descrizione

La "ricotta infornata" è un prodotto tipico siciliano, presente su tutto il territorio regionale, maggiormente diffuso nella provincia di Messina.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la ricotta infornata nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Caratteristiche

Anche se denominato "formaggio", in realtà si tratta di un "latticino" che subisce una successiva cottura al forno.

Si presenta:

  • esteriormente come un formaggio dalla crosta rugosa di colore marrone scuro;
  • dal sapore dolce;
  • dal forte odore di siero.

Ingredienti

Gli ingredienti principali per la preparazione della ricotta infornata sono:

  • siero di latte di pecora;
  • siero di latte di vacca;
  • siero di latte di capra;
  • latte crudo;
  • acqua;
  • rametti di fico.

Preparazione

Per la produzione della ricotta infornata si possono utilizzare tutti e tre i "sieri" descritti negli ingredienti sopra citati.

Al siero viene aggiunto il 10% di latte crudo con un po' d'acqua in cui sono stati fatti macerare dei rametti di fico, che ha il potere di far separare meglio la ricotta.

  • Il siero viene fatto riscaldare fino alla temperatura di 90°C fino a quando la ricotta non affiora;
  • a questo punto viene prelevata e messa all'interno di appositi recipienti e messa a raffreddare per 1 o 2 giorni.

Cottura

La ricotta viene infine cotta,in forni di pietra, alla temperatura di di circa 200-250° per 30-40 minuti.

In alternativa può essere cotta in forni a legna e l'operazione va ripetuta per 4-5 volte. 

A procedimento ultimato, la ricotta infornata avrà assunto un colore "rosso-bruno".

Ricetta

La ricetta che proponiamo, ha come ingrediente speciale la ricotta infornata, si tratta della:

  • "pasta alla norma con ricotta infornata", ovvero una prelibatezza ed un "must" della cucina tipica siciliana.

La ricetta originale della pasta alla norma tradizionale catanese, prevede rigorosamente la "ricotta salata", invece, nel messinese, è prevista la "ricotta infornata", entrambe con sapori decisi e unici, ed entrambe buonissime.

La pasta alla norma con ricotta infornata è un primo piatto gustosissimo da preparare per svariate occasioni!

Ingredienti

Gli ingredienti che vi dovrete procurare per la preparazione di questo primo piatto a base di ricotta infornata, sono semplici e di facile reperibilità, ossia:

  • 200 g di ricotta infornata;
  • 250 g di pasta;
  • 2 melanzane;
  • 500 g di polpa di pomodoro;
  • 2 spicchi di aglio;
  • peperoncino q.b.;
  • sale q.b.;
  • olio di semi di arachidi q.b.;
  • olio extravergine di oliva q.b.;
  • basilico q.b.

Preparazione

Cominciate con la preparazione della pasta alla norma con ricotta infornata, quindi:

  • lavate e spuntate le melanzane;
  • tagliatele a fette sottili e regolari
  • mettetele in una ciotola e cospargetele di sale per eliminare il liquido amarognolo;
  • copritele a lasciatele riposare per circa 15 minuti.

Prima di utilizzarle, abbiate cura di sciacquarle velocemente, poi, asciugatele delicatamente con un foglio di carta da cucina.

Versate l'olio di semi di arachidi nella padella, e non appena si scalderà, procedete friggendo le melanzane su entrambi i lati.

In seguito, toglietele dall'olio e riponetele sopra un vassoio ricoperto di carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso.

Ora dovrete:

  • sbucciare l'aglio e imbiondirlo nell'olio extravergine d'oliva;
  • unite la polpa di pomodoro;
  • aggiungete a piacere di sale e peperoncino;
  • fate cuocere circa 15 minuti.

A fine cottura andrete ad unire metà delle melanzane e il basilico.

Nel frattempo, potrete procedere in questo modo:

  • riempite di 3/4 d'acqua una pentola capiente e mettetela sul fuoco;
  • raggiunto il bollore,tuffatevi la pasta scelta;
  • sistemate di sale e concludete la cottura.

Una volta raggiunta la cottura al dente o meno della pasta, scolatela e aggiungete il vostro condimento già pronto e mescolate.

A questo punto, potrete mettere nei piatti la pasta alla norma con ricotta infornata.

Ultimerete questo delizioso primo piatto con qualche fettina di melanzana, la ricotta infornata appena grattugiata e servirete ai vostri ospiti!

La pasta alla norma con ricotta infornata, rappresenta vari sapori tipici e tradizionali della Sicilia!

Buon appetito....

Degustazione

La ricotta infornata può essere consumata:

  • fresca come un comune formaggio;
  • insieme a fette di pane;
  • salumi;
  • composte di frutta.

Descrizione

La "cuddura" è un tipo di pane diffuso in molte zone del Sud Italia ed in particolare in Sicilia.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la Cuddura di San Paulu nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Origini

Il termine cuddura deriva dalla parola greca che significa "corona", chiaro riferimento alla tipica forma a "ciambella" di questo pane.

Questo prodotto ha molte varianti, che differiscono per preparazione e tradizione.

La cuddura si presenta con la tradizionale decorazione con un serpente in rilievo.

Una delle cuddure più conosciute è la "cuddura di San Paulu", un "pane votivo" tipico della città di Palazzo Acreide, in provincia di Siracusa.

Questo pane votivo viene preparato in onore del Santo nella ricorrenza del suo Martirio, il 29 Giugno.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la preparazione della cuddura sono semplici e facili da reperire, ovvero:

  • 400 g di semola di grano duro;
  • 150 g di zucchero;
  • 2 uova;
  • 100 g di burro;
  • 40 g di latte;
  • 10 g di lievito per dolci;
  • buccia di limone grattugiata;
  • 6 uova sode;
  • 1 uovo per spennellare;
  • zuccherini a piacere.

Preparazione

Iniziamo con la lavorazione della coddura, quindi:

  • anzitutto dovete cuocere le uova che serviranno per la decorazione;
  • mettetele in acqua fredda e fatele cuocere per 7 minuti da quando l’acqua inizia a bollire e lasciate raffreddare.

A questo punto dovrete:

  • mettere in una ciotola la farina e il lievito setacciati;
  • disponete a fontana il tutto e mettete al centro tutti gli altri ingredienti.

Lavorate bene il tutto, fino ad ottenere un composto omogeneo.

Avvolgete nella pellicola e mettete in frigo per almeno un'ora.

Dividete l'impasto in due parti, metà stendetelo fino ad ottenere uno spessore di circa 1 centimetro e ricavate a vostro piacimento una delle seguenti forme:

  • a campana;
  • a rondine;
  • a bambola;
  • a cuore, ecc.

Con i ritagli che vi avanzano, potete fare i "dettagli".

Conservate un pochino di impasto per le striscioline che chiuderanno le uova.

Con l'altra metà formate dei "cordoncini" spessi 1 cm e cercate di creare una "treccia".

Su una teglia rivestita di carta da forno, formate le vostre cuddure.

Con il pezzetto di impasto tenuto da parte, formate dei piccoli "cordoncini" per ingabbiare le uova.

Spennellate con l'uovo sbattuto e prima di infornare decorate a piacere con gli zuccherini.

Cottura

Una volta che le coddure saranno pronte, procedete con la cottura, quindi:

  • preriscaldate il forno a 170°, meglio se a "forno statico";
  • infornate le coddure per circa 40/45 minuti, sempre tenendole d'occhio.

Una volta raggiunta la cottura ideale, togliete le vostre coddure dal forno e lasciatele raffreddare completamente prima di servirle ai vostri ospiti.

Leggenda

Questo simbolo è collegato alla "leggenda del Santo", secondo la quale San Paolo era immune al "veleno dei serpenti".

La cerimonia di distribuzione del pane votivo è molto caratteristica.

Durante la celebrazione religiosa, viene portato in processione un carretto colmo di cuddure da offrire simbolicamente in dono al Santo.

Il pane viene poi "benedetto" e successivamente venduto "all'asta tra i Fedeli", i quali lo distribuiscono tra parenti ed amici come auspicio di salute e prosperità.

Questa tradizione è legata al mondo contadino e infatti la celebrazione di San Paolo con la relativa distribuzione del pane era un ringraziamento per il raccolto del grano.

La tradizione viene portata avanti ancora oggi, mentre nel resto della Sicilia le tradizioni legate a questo prodotto tipico sono molto diverse da quelle di Palazzo Acreide.

 

REGIONE: Sicilia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Dolci
CERTIFICAZIONE PRODOTTO: PAT

Descrizione

Il "mandorlato", il biscotto riccio siciliano prodotto nel comune di Palma di Montechiaro, nella provincia di Agrigento, è una vera delizia che racchiude in sé tutta la dolcezza delle "mandorle siciliane" e del profumo inebriante degli "alberi di limone".

Cenni storici

Le origini del mandorlato, affondano le radici nel lontano Settecento quando la produzione di questi biscotti avveniva esclusivamente per l'opera laboriosa delle Monache del Monastero di clausura del Santissimo Rosario presente in paese.

I biscotti ricci siciliani, sono stati poi resi celebri dal romanzo "Il Gattopardo".

Il romanzo pubblicato postumo nel 1958, racconta come il Principe di Salina amasse degustare i biscotti ricci di mandorle preparati, secondo una ricetta antica, dalle suore di clausura del Monastero delle Benedettine di Palma di Montechiaro, in provincia di Agrigento.

Per questo motivo, i biscotti ricci siciliani sono anche conosciuti come "Ricci del Gattopardo" e sono diventati celebri in tutto il mondo per essere stati citati in questo capolavoro della letteratura italiana da cui Luchino Visconti trasse l’omonimo film nel 1963.

Si è soliti associarli al periodo delle festività natalizie ma, sulle tavole di un siciliano, è possibile trovare i "mandorlati" praticamente in tutto l'anno.

Inseriti nella lista dei 239 prodotti tradizionali della Sicilia, i più comuni sono quelli alle "mandorle", ma sono frequenti anche i "biscotti ricci di noci".

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il mandorlato nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Presentazione

La tipica forma del mandorlato è quella di una S allungata, ma esiste anche la variante rotonda con una ciliegia candita al centro.

Il tipo di biscotto più diffuso è quello con le mandorle.

Il mandorlato o biscotto riccio siciliano si presenta:

  • con delle scanalature;
  • hanno una lunghezza di circa 10 cm;
  • il loro impasto viene tradizionalmente eseguito a mano.

Ingredienti

Di seguito vi proponiamo una ricetta per la creazione dei biscotti ricci di mandorle.

Gli ingredienti sono semplicissimi e facili da reperire, inoltre la ricetta è alla portata di tutti!

Per la preparazione di circa 50 biscotti ricci di mandorle sono

  • 1 Kg di mandorle;
  • 700 gr di zucchero;
  • 200 gr di farina di grano tenero;
  • 3 o 4 uova;
  • 1 buccia di arancia grattugiata;
  • 1 buccia di limone grattugiata.

Lavorazione

Cominciamo con la preparazione dei biscotti ricci di mandorle, seguite attentamente le nostre indicazioni e vedrete che il successo sarà assicurato!

Per prima cosa dovrete:

  • immergere le mandorle in una pentola piena di acqua che bolle per circa 2 minuti, in questo modo le potrete successivamente pelare e asciugare bene;
  • tritate finemente le mandorle e versatele sul piano di lavoro;
  • aggiungete gradualmente tutti gli altri ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo.

A questo punto, dovrete inserire l’impasto nell'apposito imbuto e di conseguenza:

  • pressate e tagliate i biscotti ad una lunghezza di circa 10 cm;
  • dategli la caratteristica forma a S;
  • spolverizzate con lo zucchero e sistemateli in una teglia.

Cottura

Per quanto riguarda la cottura, dovrete preriscaldare il forno ad una temperatura di 180°, successivamente infornate i vostri biscotti ricci di mandorle e lasciateli cuocere per almeno 15/20 minuti.

Capirete che i mandorlati saranno pronti, quando cominceranno a dorarsi leggermente.

Una volta cotti, tirateli fuori dal forno e lasciateli riposare affinché si raffreddino.

Degustazione

Ogni momento della giornata è adatto per consumare i mandorlati!

 Questi biscotti gustosissimi e fragranti sono delle vere e proprie "specialità tipiche siciliane", sono adatti per una colazione con caffè e latte oppure con una semplice tazza di tè caldo.

Li potrete gustare sia a merenda che come dolcetto sfizioso per un dopo pasto.

Per quanto riguarda la conservazione, sappiate che si possono conservare tranquillamente nel congelatore!

Descrizione

Piccole leccornie di fattura casalinga, le "Giammelle di Agira", sono invitanti biscotti dalla morbidezza irresistibile.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito le giammelle nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Presentazione

Conosciute anche come "savoiardo siciliano", le giammelle sono "ciambelle senza buco".

Ecco perché diversamente dai biscotti piemontesi non hanno una forma oblunga, bensì arrotondata.

Anche la prova assaggio, rispetto ai biscotti del Piemonte, delinea delle differenze che non sono di poco conto. Contrariamente a questi ultimi, le giammelle non sono croccanti, ma incredibilmente morbide e leggere come una nuvola.

Caratteristiche

Le guammelle sono dei biscotti siciliani grandi e dalla forma ovale, perfetti da gustare a colazione inzuppati nel latte o nel caffellatte, oppure a fine pasto accompagnati da un bel bicchiere di vino dolce.

Dal sapore simile ai savoiardi, le giammelle sono conosciute in Sicilia anche con altri nomi, ovvero:

  • taralli;
  • nuvolette;
  • ciambelle all’uovo.

La particolarità delle giammelle siciliane è che sembrano quasi ricoperte di glassa. In realtà la ricetta non prevede aggiunta di glassa di nessun tipo e questo effetto lo si ottiene semplicemente durante la cottura in forno.

Pur essendo dei biscotti tradizionali e molto casalinghi, la tecnica di preparazione delle giammelle, prevede un passaggio abbastanza delicato, poiché uova e zucchero vanno montati a lungo a bagnomaria. In questo modo lo zucchero si scioglie alla perfezione e, dopo la cottura in forno, forma quella sorta di glassa in superficie.

Nonostante le giammelle siano senza lievito, devono risultare morbide all’interno e leggere, proprio per questo motivo è importante incorporare la farina con movimenti lenti dal basso verso l’alto per non smontare le uova.

Scioglievoli e molto saporiti, questi dolci tipici da "inzuppo" si contraddistinguono anche per la loro fragranza appetitosa che, da tempi immemori accompagna le deliziose colazioni dei siciliani.

I biscotti come: le giammelle, le paste, i bignè, nell'isola di Sicilia, fanno parte di una socialità raffinata, totalmente dedita ai rituali della gola e particolarmente sensibile alle sfumature del gusto.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la preparazione di circa una ventina di giammelle sono i seguenti, pochi e di facile reperibilità, ovvero:

Lontane dal barocchismo della più nota cassata siciliana, queste prelibatezze sono la sintesi di una "rinomata semplicità".

Preparazione

Cominciamo con la lavorazione delle giammelle e quindi:

  • iniziate sgusciando le uova, preferibilmente a temperatura ambiente perché montano meglio, in un tegame dal fondo spesso;
  • unite lo zucchero e il pizzico di sale.

A questo punto prendete una pentola in cui potrete adagiare il tegame che avete usato per le uova in modo che resti sospeso.

Riempite la pentola più grande con tanta acqua quanta ne basta per arrivare quasi al fondo del tegame più piccolo, ma senza toccarlo.

A questo punto quando l’acqua bollirà, abbassate la fiamma in modo che continui a sobbollire senza bollire esageratamente e riponete il tegame con le uova al suo interno.

Con una frusta elettrica,montate le uova per circa 10 minuti, finché lo zucchero non sarà completamente sciolto e il composto non sarà diventato chiaro e spumoso.

E' arrivato il momento di incorporare la farina, quindi:

  • togliete il tegame dal bagnomaria e lasciatelo intiepidire;
  • aggiungete la farina setacciata poca per volta, incorporandola alle uova con una spatola con movimenti lenti dal basso verso l’alto.

L’obbiettivo è non smontare le uova, per cui fate l’operazione con delicatezza e senza fretta!

Alla fine otterrete un composto fluido e omogeneo.

Cottura

Rivestite due teglie con la carta da forno, poi con l'ausilio di una sac à poche o con un cucchiaio formate le giammelle, che tradizionalmente hanno forma "ovale" e sono piuttosto grandi.

Abbiate cura di distanziare bene le giammelle sulla teglia poiché in cottura tendono a crescere.

Cuocete una teglia per volta a forno statico a 180° per 8 minuti, quindi abbassate a 150° e continuate la cottura per 4-5 minuti.

Le giammelle non devono scurirsi, ma rimanere belle bianche in superficie.

Sfornatele e lasciatele raffreddare completamente prima di staccarle dalla teglia.

Servite le giammelle a colazione o a fine pasto.

Tradizioni

Di semplice realizzazione, le giammelle sono uno dei tanti e immutati tesori tipici dell'arte dolciaria siciliana.

Questo biscotto dalle tinte bianco avorio, infatti, racchiude in sé tutti i sapori genuini e semplici dei dolci fatti in casa dalle massaie isolane.

Le stesse che dopo aver realizzato le giammelle, per non farle seccare velocemente, le conservavano dentro scatole di latta ben sigillate!

REGIONE: Sicilia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Dolci

Descrizione

La "cuddrireddra" è un prodotto dolciario tipico della regione Sicilia.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Origini

Sono dolci prodotti a Delia, piccolo comune della provincia di Caltanissetta dove hanno avuto origine oltre otto secoli fa, vengono preparate nel periodo di Carnevale, dal 17 Gennaio fino al Martedì Grasso.

La prima cuddrireddra vide la luce all’epoca dei Vespri Siciliani (1282-1302), in omaggio alle castellane che vivevano nella fortezza medievale della cittadina siciliana e, in virtù delle sue nobili origini, al dolce fu data la sagoma di una "coroncina".

Conosciuta fino a qualche anno fa soltanto a Caltanissetta e dintorni, da qualche anno la cuddrireddra è entrata sotto l’ala protettiva di "Slow Food", che ne sta favorendo la diffusione oltre i confini dell’isola.

Alcune pasticcerie della zona, però, le vendono tutto l’anno, insieme alle più famose specialità della regione, come:

  • cannoli;
  • cassate;
  • pasta di mandorle.

L’ideale è gustarle con i vini dolci del luogo, come ad esempio:

  • moscati e passiti, che esaltano il penetrante aroma della cannella.

Ad ogni modo, questi dolci originali nella fattura e negli ingredienti vengono elaborati, inventati e gelosamente, tramandati di generazione in generazione, dai nostri avi che ne tennero segreta la ricetta tanto che la cuddrireddra rimane di esclusiva fattura deliana e a tutt’oggi non trova eguali in nessun’altro paese del mondo!

Caratteristiche

Queste sfiziosità tipiche siciliane si distinguono per:

  • una pasta dura;
  • una forte aromatizzazione all'arancia ed alla cannella;
  • il tipico "colore bruno".

Sono un prodotto dalla forma particolare, simile a una "corona", da cui ne deriva il nome.

Cuddrireddra, infatti, deriva dal termine greco antico "kollura", che indica appunto un "impasto a forma anulare".

Proprio questa particolarità consentiva un tempo a chi restava lungo tempo lontano da casa , di infilarla nel bastone o nel braccio e portarla con sè negli spostamenti.

La forma particolare di questo prodotto tradizionale richiede una certa abilità manuale oltre che un determinato strumento chiamato "pettine".

Ingredienti

Cucinare le cuddrireddre richiede una certa abilità manuale soprattutto nel dare la forma.

Gli ingredienti necessari per la preparazione di questo dolce tipico siciliano sono:

  • 1 kg di farina di grano duro;
  • 100 ml di vino rosso;
  • 500 g di zucchero;
  • 100 g di strutto;
  • 5 uova;
  • 3 cucchiai di scorza d'arancia essiccata e grattugiata;
  • 10 g di cannella in polvere;
  • olio per friggere q.b.

Lavorazione

Per dare vita alle cuddrireddre, su di una spianatoia andrete a disporre il chilo di farina setacciata a fontana, poi:

  • versate al centro lo zucchero;
  • la cannella in polvere;
  • la scorza d’arancia grattugiata ed essiccata;
  • lo strutto tagliato a pezzetti;
  • infine, i tuorli d’uovo.

Cominciate a impastare gli ingredienti, aggiungendo gradualmente il vino rosso, fino a ottenere una pasta liscia e omogenea.

Staccate dei tocchetti dall’impasto e formate con questi ultimi dei cordoncini lunghi almeno 80 cm e spessi circa 5 mm.

Avvolgete delicatamente i 2/3 circa dei cordoncini a spirale attorno a un'asticella e riportate le parti non avvolte dei cordoncini al punto iniziale della spirale, passandole sotto gli anelli in linea retta, e poi di nuovo al punto finale della spirale, passandole sopra gli anelli sempre in linea retta e unendo infine ogni capo al punto estremo della spirale.

Premete leggermente le due linee di cordoncino contro la spirale, in modo che vi aderiscano, estraete la forma ottenuta con cura dall’asticella e arrotolatela a forma di coroncina.

Frittura

Friggete le vostre cuddrireddre poco per volta in abbondante olio caldo, rigirandole di tanto in tanto fino a farle dorare, e riponetele su carta assorbente in modo che perdano l’olio in eccesso.

Servite i vostri dolcetti a temperatura ambiente e deliziate i palati degli invitati!

REGIONE: Sicilia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Vegetali trasformati
CERTIFICAZIONE PRODOTTO: PAT

Descrizione

Il "miele di acacia,di timo e carrubo" è uno dei mieli più pregiati di Sicilia.

Certificazioni

È nella terra di Modica che si concentra la sua produzione a partire dal nettare ottenuto dai fiori di queste piante.

Per le sue numerose proprietà organolettiche è stato a giusto titolo riconosciuto come "Prodotto Agroalimentare Tradizionale Siciliano" (PAT),da parte del Ministero delle Politiche Agricole.

Ingredienti

Gli ingredienti di questo miele sono:

  • il timo;
  • l'acacia;
  • il carrubo.

Presentazione

Il miele di acacia, di timo e carrubo si presenta:

  • dal colore variabile;
  • più o meno scuro a seconda della stagione di produzione e della concentrazione dei fiori nel territorio di coltivazione;
  • la consistenza oscilla tra il fluido e il cristallizzato.

Anche quest'ultimo aspetto dipende dalle condizioni ambientali in cui avviene la fioritura delle piante e quindi la raccolta del loro nettare.

Si tratta di un prodotto appartenente alla famiglia dei "mieli millefiori", le cui note genuine e profumate sono subito riconoscibili al palato:

  • viene prodotto in "quantità limitate" per non saturare il territorio e con tecniche non invasive che potrebbero alterarne la qualità.

Proprietà salutari

Fai una buona scorta del miele di acacia,di timo e carrubo e utilizzalo all'occorrenza al naturale per:

  • alleviare mal di gola e tosse;
  • diluito in una calda tisana a base di limone e zenzero.

Impiega il miele di acacia,di timo e carrubo anche in cucina nella preparazione di:

  • biscotti e dolcetti dal cuore farcito:
  • per secondi piatti;
  • come prodotto di bellezza;

Cura della persona

Ecco, ad esempio, potresti realizzare un ottimo "scrub purificante" a base di "miele e zucchero grezzo di canna", basterà:

  • applicarlo nella zona interessata:
  • massaggiare delicatamente per un minuto scarso;

una volta "rimosso" sentirai la pelle "liscia" e "levigata" come non mai.

Ricetta

Vogliamo proporvi una ricetta che ha come ingrediente speciale proprio il miele di acacia, di timo e carrubo, stiamo parlando del:

  • salmone glassato al miele di acacia, di timo e carrubo.

Il salmone glassato al miele di acacia, timo è un ottimo piatto unico a base di pesce nel quale il salmone viene passato in una particolare e gustosa marinatura a base di miele di timo e carrubo, succo di lime e arancia, dopodichè viene fatto scottare sulla griglia ben calda.

Questo piatto è caratterizzato da una piacevolissima nota agrumata e speziata perfetta per essere accompagnata con del buon riso!

Assaggio dopo assaggio sentirete che gli aromi della marinatura sprigioneranno tutto il loro gusto e la loro bontà, andando a completare alla perfezione il salmone, che risulterà molto morbido al suo interno e croccante all'esterno!

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la preparazione del salmone glassato al miele di acacia, di timo e carrubo sono semplicissimi, ovvero:

  • 100 g di miele di acacia, di timo e carrubo;
  • 600 g di salmone norvegese fresco;
  • 5 arance bionde;
  • 2 limoni non trattati;
  • il succo e la scorza di 1 lime;
  • il succo e la scorza di 1 arancia;
  • zenzero q.b.;
  • 10 g di salsa di soja;
  • 30 g di olio extravergine di oliva;
  • sale q.b.;
  • pepe nero q.b.

Per quanto riguarda la preparazione del "brodo vegetale", gli ingredienti che andremo ad utilizzare sono i seguenti:

  • 1,5 l di acqua;
  • 1 cipolla bianca;
  • 1 carota;
  • 1 costa di sedano;
  • 15 g di sale grosso.

Infine, potrete accostare al vostro salmone glassato al miele di acacia, di timo e carrubo del "riso", e quindi dovrete procurarvi:

  • 800 ml di brodo vegetale;
  • 300 g di riso Basmati;
  • mezza cipolla bianca;
  • 70 g di burro;
  • 1 stecca di cannella;
  • 3 chiodi di garofano.

Preparazione

Cominciamo con la preparazione del salmone glassato al miele di acacia, di timo e carrubo, quindi iniziate mettendo a marinare il salmone, poi:

  • munitevi di uno spremiagrumi e spremete il succo di 5 arance e 2 limoni non trattati;
  • filtrate i succhi con un colino in una pirofila larga con bordi alti, in modo da eliminare semini e pezzi di polpa;
  • immergete nel succo i tranci di salmone già diliscati;
  • grattugiate un pizzico di zenzero fresco;
  • aggiungete la scorza di due arance.

A questo punto dovrete:

  • grattugiare la scorza di un lime;
  • coprite la pirofila con la pellicola e lasciate marinare in frigorifero per circa 2 ore.

Nel frattempo preparate il riso senza spezie aggiuntive, in quanto il salmone e il relativo fondo di cottura saranno già molto saporiti.

Mettete a bollire mezzo litro d’acqua in una pentola e aggiungete un pizzico di sale grosso.

A parte, in una padella antiaderente mettete:

  • un cucchiaio di olio;
  • unite il riso e fatelo tostare per un paio di minuti mescolando.

Quando l'acqua che avete messo a bollire nella pentola avrà raggiunto il bollore, spegnete il fuoco e versate l’acqua bollente nella casseruola dove avete tostato il riso, l'acqua dovrà coprire il riso di almeno due dita.

Ora, coprite la padella con un coperchio, e fate cuocere a fuoco dolce per circa 10-12 minuti, quindi spegnete il fuoco e lasciate riposare.

Ora pulite e mondate i cipollotti freschi, poi;

  • affettateli sottilmente;
  • fate scaldare il burro in una padella antiaderente a fuoco basso;
  • quando il burro sarà sciolto, trasferite i cipollotti affettati in padella;
  • lasciate cuocere a fuoco moderato per circa 5 minuti.

Siamo arrivati al punto in cui dovrete unire il "miele di acacia, di timo e carrubo", quindi:

  • aggiungete il miele di acacia, di timo e carrubo e trascorso il tempo di marinatura dei tranci di salmone, traferiteli in padella.

Abbiate cura di tenere da parte il succo della marinatura, e cercate di sistemarli con la parte della pelle rivolta verso il fondo della padella.

Lasciate che il tutto si cuocia per bene per circa 5 minuti a fuoco moderato, girateli dalla parte della polpa e cuocete per ulteriori 2 minuti.

Rigirate nuovamente i tranci di salmone glassato al miele di acacia, di timo e carrubo dalla parte della pelle aumentando l’intensità del fuoco, e sfumate il tutto con un bicchiere del succo utilizzato per la marinatura.

Salate a piacere e lasciate cuocere per 1 minuto, in modo che il succo di agrumi crei una salsa delicata.

Quando il salmone glassato al miele di acacia, di timo e carrubo, sarà pronto, disponetelo su un piatto da portata e accompagnatelo al riso.

Buon appetito!

REGIONE: Sicilia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Dolci

Certificazioni

I "gadduzzi" sono un prodotto dolciario della regione Sicilia e sono stati inseriti nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), da parte del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari Forestali.

Origini

Il nome "gadduzzo" deriva dalla particolare forma di questi biscotti che ricorda un "gallo".

Si tratta di biscotti artigianali prodotti ad Aidone in provincia di Enna.

Ingredienti

Questo prodotto di pasticceria è cucinato con i classici ingredienti dei biscotti artigianali come:

  • farina;
  • uova;
  • zucchero, ma con l'aggiunta del "vino" che rende il gusto dei gadduzzi particolare e con una certa nota speziata.

Preparazione

La preparazione di questi biscotti è molto semplice.

In una ciotola si aggiungono:

  • uova;
  • zucchero;
  • lievito;
  • sale;
  • vino.

Lavorazione

Quando gli ingredienti si sono mescolati per bene tra di loro, si aggiunge poco alla volta la farina, setacciandola nel frattempo.

Si impasta fino ad ottenere un prodotto liscio e malleabile che deve essere fatto riposare in frigo per alcune ore.

Quando l'impasto sarà pronto, si stende su uno spianatoio in legno e tramite l'ultizzo delle apposite formine si creano questi biscotti dall'aspetto particolare, che poi devono essere cotti in forno.

Proprietà organolettiche

I gadduzzi sono biscotti della tradizione siciliana capaci di mescolare il sapore classico della prima colazione con la tradizione della cucina sicula!

E' proprio nella tradizione culinaria sicula, che spesso si ricerca quel "guizzo" in più, capace di esaltare le papille gustative.

Si cerca sempre di creare un connubio tra sapori ed odori che potrebbero essere considerati in contrasto tra di loro , ma che al contrario derivano dalle molte culture che nei secoli hanno influenzato l'arte culinaria siciliana.

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