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REGIONE: Sicilia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Dolci

Decrizione

La "cassatella di Agira" è un dolce tipico siciliano, originario della provincia di Enna, ma ormai diffuso in gran parte della Sicilia Orientale.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la cassatelle di Agira nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Caratteristiche

Le cassatelle di Agira sono tipiche della pasticceria di Enna, si distinguono per:

  • una forma a mezzaluna;
  • sono preparate con pasta frolla;
  • sono di color giallo oro con una spolverata di zucchero a velo.

Per quanto riguarda il ripieno della cassatella di Agira, troviamo un impasto con diversi ingredienti:

  • mandorle;
  • cacao;
  • zucchero;
  • farina di ceci;
  • scorza di limone e cannella in polvere.

Origini

Documentare la storia della cassatella di Agira non è molto semplice perché esistono soltanto storie narrate oralmente.

La cassatella di Agira è un dolce di origini antichissime, si tratta di un tipico esempio della cucina "tradizionale agirina".

Nella versione più antica oggi scomparsa, identificata come "pasticciotto", il dolce possedeva una forma circolare ed era caratterizzata da un bottone posto al centro del disco superiore.

Nella millenaria storia di Agira, la cultura che senza dubbio ha influito maggiormente sulla nascita della cassatella di Agira è quella "spagnola".

Infatti, il miscuglio di ambienti economici ricchi e poveri, avrebbero fatto convergere nella tradizionale cassatella di ricotta preesistente elementi nobili come le mandorle e il cacao.

La farina di ceci, invece, con il ruolo di addensante naturale del ripieno, era molto economica negli ambienti rurali siciliani e per qusto ampiamente disponibile.

Si tratta di un'ipotesi suggestiva sulla quale pur non essendoci documenti storici di conforto, è del tutto compatibile con gli elementi della tradizione a disposizione.

Rimane comunque difficile individuare il momento di nascita della ricetta definitiva.

Ingredienti

Gli ingredienti utilizzati nella preparazione della cassatella di Agira sono molteplici, tutti però si possono reperire facilmente.

I prodotti necessari per la creazione della frolla sono:

  • 625 g di farina 00;
  • 1 uovo;
  • 225 g di strutto;
  • 100 g di acqua
  • 1 bustina di vanillina;
  • 185 g di zucchero semolato;
  • mezzo cucchiaino di cannella in polvere;
  • 1 scorza di mezzo limone gratuggiato;
  • zucchero q.b. 

Per quanto riguarda il ripieno della cassatella di Agira, sono necessari:

  • 300 g di mandorle tostate e macinate;
  • 250 g di zucchero;
  • 45 g di cacao amaro; 
  • 75 g di cacao dolce;
  • 50 g di farina di ceci;
  • 375 g di acqua;
  • 1 bustina di vanillina;
  • mezzo cucchiaino di cannella in polvere;
  • 1 scorza di mezzo limone gratuggiato.

Preparazione

Cominciamo con la preparazione delle cassatelle di Agira per 4 persone ( 12 dolcetti ), quindi:

Preparazione dell'impasto:

  • inserite in una planetaria la farina, lo strutto, lo zucchero, l'uovo e cominciate a miscelare gli ingredienti con l'ausilio di un robot da cucina;
  • fate amalgamare e aggiungere: acqua, vanillina, cannella in polvere e la buccia di limone e continuare a impastare col robot;
  • quando l'impasto avrà raggiunto una buona consistenza, copritelo con la pellicola formando un panetto e lasciatelo riposare in frigorifero per circa un paio di ore

A questo punto, potete occuparvi del ripieno, quindi:

  • inserite e mescolate, in una pentola capiente, le mandorle tritate, il cacao amaro e il cacao dolce, lo zucchero, la vanillina, il limone, la cannella;
  • aggiungete l'acqua e continuate a miscelare (per evitare il formarsi di grumi), nel mentre mettete la pentola sul fuoco basso e lasciare andare finchè il tutto non si addensa e comincia a bollire (10 minuti circa);
  • quando il tutto comincia a bollire aggiungiete l'ultimo ingrediente, ovvero la farina di ceci e continuate a girare finchè l'impasto non sarà completamente denso ( altri 8/10 minuti );
  • togliere dal fuoco e trasferite il composto in una ciotola di vetro o ceramica coperta con pellicola trasparente;
  • riponte in rigorifero e fare trascorrere il tempo necessario affinchè la farcitura si raffreddi. Di tanto in tanto, mescolate con un cucchiaio per evitare che la farcitura si attacchi.

Composizione delle cassatelle di Agira:

Cominciate a preriscaldare il forno a 175 gradi e nel frattempo:

  • riprendete la vostra frolla, stendetela con un mattarello su un piano di lavoro e con una formina create dei dischi del diametro di 10 cm;
  • una volta creati i dischi, con un cucchiaio, adagiate sulla superficie una dose di farcitura. Per questa operazione potete utilizzare degli stampi appositi che vi aiuteranno a dare alle cassatelle la tipica forma di mezza luna;
  • chiudete il disco avendo cura di sigillare per bene le estremità, così il ripieno non potrà uscire. 

Fase di cottura:

  • disponete le cassatelle su una teglia con della carta da forno e metterle a cuocere per 10/15 minuti a 175° ( saranno pronte per essere sfornate quando i bordi avranno un colore dorato;

Terminata la cottura, non resterà altro che spolverarle con abbondante zucchero a velo oppure con della polvere di cannella, ed una volta raffreddate saranno finalmente pronte per essere servite.

Curiosità

La "cultura spagnola", come abbiamo scritto sopra, sembra essere quella che ha influenzato la nascita della cassatella di Agira.

La perfetta convivenza di ricchi e popolani si è riflessa nel dolce con l'unione di:

  • ingredienti "nobili" (mandorle e cacao);
  • con altri "poveri" (farina di ceci);

Ovviamente, non esistendo riscontri scritti, si tratta semplicemente di "ipotesi", anche se molto plausibili con gli elementi storici disponibili.

Il momento preciso della nascita resta difficile da definire, ma nonostante questo, la cassatella di Agira, è diventata a tutti gli effetti un prodotto amato ed apprezzato in tutta la regione.

REGIONE: Sicilia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Confetture

Descrizione

La "marmellata di fichi" è una conserva tipica pugliese che si ottiene con i fichi, neri o bianchi, lo zucchero e il limone.

Origini

Il "fico" è una pianta di origine antica che si trova soprattutto nella zona mediterranea e la Puglia ne è ricca.

Può avere diverse "varietà" di frutto che possono cambiare:

  • sia per il colore, nero o bianco;
  • sia per la dimensione, piccolo o grande.

Ingredienti

Gli ingredienti per la preparazione della marmellata di fichi sono:

  • fichi;
  • zucchero bianco semolato;
  • limone;
  • acqua.

Preparazione

Per la preparazione della marmellata di fichi devi innanzitutto:

  • lavare i fichi ripulendoli dal picciolo e privandoli della buccia;
  • dopo averli tagliati a pezzi grossi, magari in due o tre parti, prendi il limone sbuccialo e metti da parte la buccia;
  • taglia il limone a metà ed estrai il succo versandolo in un bicchiere.

Prendi un pentolone e metti dentro:

  • i fichi;
  • l'acqua;
  • il succo e la buccia del limone;
  • lo zucchero.

Fai scaldare il composto a fuoco basso eliminando la schiuma che si formerà all'inizio e mescola per bene per non farlo attaccare al fondo della pentola.

Una volta raggiunta l'ebollizione, spegni e lascia intiepidire.

Conservazione

Ora la tua marmellata è pronta per la conservazione.

Prendi i vasetti di vetro e riempili, ma non del tutto, lascia almeno un centimetro dal bordo in maniera tale che il calore della marmellata crei il sottovuoto giusto per mantenerla conservata più a lungo.

La marmellata di fichi renderà gustoso qualsiasi piatto, sia esso un semplice formaggio, un pezzo di pane o una torta.

REGIONE: Sicilia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Dolci

Dolci da ricorrenza

Preparati in occasione della Festività dei Defunti del 2 Novembre, le "ossa di morto" sono biscotti ottimi per essere conservati e inzuppati nel vino al momento del consumo.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito le ossa di morto nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Caratteristiche

Una ricetta realizzata con ingredienti semplici, quella di questi biscotti secchi molto croccanti e dalla sapidità avvolgente.

Aromatizzati con due spezie d'eccezione, la cannella e i chiodi di garofano, le ossa di morto sono dolci diffusi in tutto il territorio siciliano, nonostante la mancata omogeneità nella denominazione.

Il loro nome, infatti, varia da zona a zona.

Al riguardo, è importante sottolineare come in alcune aree dell'isola questi dolci secchi prendano il nome di "nucàtuli" oppure "mustazzoli".

Entrambi i dolci non hanno nulla in comune con le ossa di morti, che si contraddistinguono per la loro singolarità.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la preparazione delle ossa di morto sono:

  • 300 g di farina;
  • 75 ml di acqua;
  • chiodi di garofano;
  • 300 g di zucchero;
  • cannella in polvere.

Preparazione

Cominciamo la preparazione delle ossa di morto in questo modo:

  • in una ciotola mescolare la farina insieme alla polvere di cannella;
  • mettere sul fuoco un pentolino con all'interno i chiodi di garofano, l'acqua, zucchero e non appena il tutto sta per bollire, togliere dal fuoco;
  • poco alla volta versare la farina e continuare a mescolare fino ad ottenere un impasto omogeneo e liscio.

Una volta pronto l'impasto, versarlo su un piano precedentemente infarinato e lasciare raffreddare per qualche minuto.

Nonostante il composto sia ancora "tiepido", dopo averlo lavorato con le mani dovete:

  • formare dei filoncini spessi circa 2 cm e tagliarne dei tocchetti di circa 4 cm l'uno;
  • su ciascun tocchetto dovrete incidere 3 taglietti superficiali;
  • prendete un vassoio con della carta da forno e riponete le vostre ossa di morto una a fianco all'altra;
  • lasciarle riposare per 3 giorni coperte da un foglio di carta forno.

Passati i 3 giorni le ossa di morto si presenteranno con un colore più scuro alla base e saranno molto più asciutte.

Utilizzando la teglia da forno, prendete un foglio di catra da forno, bagnatelo e strizzatelo sucessivamente dovrete:

  • inumidire la base delle ossa di morto e posizionarle sulla teglia distanziate;
  • con il forno preriscaldato a 180 gradi, informate i vostri biscotti per circa 10/15 minuti;
  • le ossa di morto saranno pronte quando lo zucchero, sciogliendosi, formerà una base caramellata, "separandosi" dalla parte bianca che rimarrà vuota;
  • a questo punto potrete sfornare le ossa di morto, lasciatele raffreddare e servitele "fredde".

Presentazione

Assemblati in due parti, questi biscotti sono bicolore:

  • una parte superiore bianca e dall'estrema friabilità;
  • una parte inferiore scura e molto più consistente.

Tradizioni

Una caratteristica piuttosto unica, che viene ottenuta per mezzo del "metodo di riposo" messo a punto dalle mani esperte delle massaie siciliane.

Queste ultime lasciavano riposare l'impasto al sole, fino a quando la superficie non fosse risultata bella secca.

Utilizzavano questo metodo affinchè il differente grado di umidità tra la parte esterna ed interna del composto, durante la cottura, potesse permettere la dissociazione fra la parte farinosa e quella zuccherina.

Quest'ultima precipitando sul fondo della teglia si cristallizzava trasformandosi in caramello scuro.

Al contrario, la parte farinosa non precipitando si modificava in un involucro candido e molto friabile.

Grazie a questa particolarità, le ossa di morto oltre che per la loro bontà e la loro fragranza si contraddistinguono anche per la loro estetica.

REGIONE: Sicilia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Prodotti da forno

Descrizione

Lo "sfincione" è una sorta di pane/pizza tradizionale della Sicilia.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito lo sfincione nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Origine

L'origine dello sfincione parte sicuramente da Palermo, ma attualmente è largamente diffuso in tutta la regione e può tranquillamente essere acquistato in panetterie, pizzerie, bar o gastronomie.

Nei pressi di porta Sant'Agata viene preparata una versione artigianale dello sfincione e venduta come "cibo di strada" da alcuni ambulanti che usano dei veicoli a tre ruote per muoversi nella città.

Essi invitano ad acquistare lo sfincione passando per le vie urlando in dialetto palermitano una frase che vuol dire più o meno:

  • "poco olio e tanta polvere" in riferimento all'alta qualità del cibo proposto.

Presentazione

Il nome deriva dal greco "spòngos" e dal latino "spongia" (letteralmente "spugna"), proprio ad indicare la "consistenza morbida" e "spumosa" del prodotto.

Il pane/pizza risulta:

  • alto;
  • morbido;
  • molto soffice.
  • Viene spesso insaporito da una gustosa salsa al pomodoro arricchita con:
  • origano;
  • cipolle;
  • acciughe;
  • da un tipico formaggio siciliano, solitamente il "caciocavallo ragusano".

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la preparazione "dell'impasto" dello sfincione sono:

  • 330 g di acqua tiepida;
  • 500 g di farina 00;
  • 4 g di lievito di birra secco;
  • 5 g di malto;
  • 45 g di olio extravergine di oliva;
  • 10 g di sale fino.

Invece, per quanto riguarda gli ingredienti per il "ripieno" dello sfincione sono:

  • 300 g di cipolle dorate;
  • 700 g di pomodori pelati;
  • 50 g di acqua;
  • 40 g di olio extravergine di oliva;
  • 100 g di caciocavallo;
  • 20 g di pangrattato;
  • 70 g di pecorino;
  • 40 g di acciughe sott'olio;
  • origano q.b.;
  • sale fino q.b.

Street Food

Questo piatto tradizionale rappresenta il cuore della cultura relativa allo "Street Food" di Palermo.

Oltre a quella tradizionale con la salsa di pomodoro sono state preparate alcune varianti dello sfincione, come a Bagheria dove questa viene sostituita dalla "ricotta".

Degustazione

Lo sfincione viene consumato come spuntino, oppure come un pasto veloce, per questo è considerato un "cibo di strada" in tutta la regione siciliana, ed è anche largamente apprezzato dai turisti.

REGIONE: Puglia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Pasta fresca

Descrizione

La "pasta reale di Erice" non è altro che la classica "pasta di mandorle siciliana", impiegata per creare tutti quei dolcetti colorati in "marzapane".

Certificazione

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la pasta reale di Erice nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Puglia (PAT).

Origini

È diffusa in tutta la Sicilia, ma quella di migliore qualità viene realizzata ad Erice, piccolo borgo in provincia di Trapani.

Di solito viene preparata il 2 Novembre o in occasione della Festa di Ognissanti.

La tradizione racconta che questa pasta è di origine Araba e sembra che sia stata inventata da alcuni Saraceni che la ottennero mescolando per caso farina di mandorle e zucchero.

Era chiamata ‘marzaban’, in riferimento alla scatola di legno nella quale la riponevano e durante la Dominazione Araba fece la sua comparsa anche in Sicilia.

La pasta reale di Erice entrò nei "conventi", dove le monache di clausura la trasformavano in deliziosi dolcetti per gli abitanti del paese.

La stessa ricetta divenne quasi un "segreto", così come i vari trucchi e suggerimenti per una preparazione ottimale.

Ad Erice la produzione è ancora molto importante, in quanto è indispensabile per i cosiddetti "frutti di Martorana".

Ingredienti

Per la pasta reale di Erice sono necessari pochi ingredienti:

  • 250 g di acqua;
  • 1 kg di zucchero;
  • 1 kg di farina di mandorle;
  • mezza bustina di vaniglia in polvere.

Preparazione

La preparazione richiede pochi semplici passaggi:

  • mettere zucchero ed acqua in un pentolino;
  • lasciar cuocere a fiamma bassa fino a che lo zucchero non inizia a filare;
  • aggiungere la vaniglia e la farina di mandorle;
  • mescolare il composto finché con si stacca dal fondo del tegame;
  • trasferire il composto su un piano di lavoro;
  • farlo raffreddare e modellare a piacimento per ottenere i dolci che si preferisce.

In cucina

La pasta reale di Erice ha molteplici utilizzi in cucina, alcuni di questi ve li riportiamo qui di seguito.

Quindi la possiamo utilizzare per:

  • fare la granita di pasta di mandorle;
  • creare svariate sculture dolciarie come l'agnello o il pesce;
  • produrre biscotti o semplici dolcetti;
  • decorare torte;
  • come ingrediente per la "cassata".

 

 

REGIONE: Sicilia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Miele

Descrizione

Il "miele delle Madonie" é un prodotto naurale, originario dell' omonimo complesso di 15 comuni della provincia di Palermo.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il miele delle Madonie nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Gusti

Il parco ospita delle specie vegetali uniche, che danno al miele numerose proprietà nutritive e un gusto molto particolare.

Il miele si presenta in diversi gusti, a seconda della pianta da cui é derivato:

  • miele di Zagara;
  • miele di Arancio;
  • miele di Eucalipto;
  • miele di Agrumi;
  • miele di Zagara di Limone.

Caratteristiche

Il miele delle Madonie presenta una caratteristica variabilità, legata al tipo stesso di prodotto.

Una delle tipologie più particolari e apprezzate é il:

  • miele di agrumi;

costituito dalla fioritura delle "Zagare di Citrus", ampiamente diffuse in quella zona e che presentano una fioritura da Aprile ad Ottobre, tranne il limone che fiorisce più volte durante l'anno.

La presenza di polline in questo tipo di miele si attesta circa intorno al 10%.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la creazione del miele delle Madonie sono:

  • nettare;
  • melata.

Varietà

Altri mieli particolari sono:

  • il "miele di castagno", di colore più scuro e odore più persistente, con odore molto intenso, quasi floreale.

Ottimo per le sue proprietà "balsamiche" é il "miele di eucalipto", utilizzato per curare raffreddori e malattie respiratorie.

Il "miele di asfodelo", pianta perenne che cresce nel parco, é di colore chiaro e viene utilizzato per dolcificare torte e biscotti, dato il suo sapore molto delicato.

Il "miele di timo", che cresce ad un' altezza di 600 mt sul livello del mare, é particolarmente odoroso, di colore chiaro, e prodotto nei mesi che vanno da Marzo a Giugno.

Un altro miele dalla particolari caratteristiche è il "miele di rovo" che, nelle sue sottoclassi di rovo di singola specie o di rovo incrociato, presenta un sapore molto simile alla confettura ed é raccolto da specie lasciate incolte e selvagge.

Degustazione

Le ricette ottenute da vari tipi di miele riguardano principalmente biscotti e dolci tipici come, ad esempio, la pignolata e i torroni.

Questo prodotto presenta un odore che ricorda le caratteristiche principali delle piante da cui si ottiene, inoltre i suoi ingredienti hanno solitamente un'origine controllata e provengono da un territorio naturale e incontaminato.

Regione: Sicilia
Tipologia di prodotto: Prodotti di origine animale (miele, prodotti lattiero caseari di vario tipo escluso il burro)

Descrizione

 La "ricotta di vacca" viene prodotta in tutta la Sicilia, durante tutto l'anno e rappresenta uno dei prodotti più diffusi e utilizzati in tutta l'isola.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la ricotta di vacca nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Caratteristiche

Si ottiene dal siero del latte di vacca avanzato dalla produzione del formaggio, fatto riscaldare e acidificato.

Fa parte della categoria dei "latticini", dalla consistenza cremosa e dal colore bianco avorio.

Il sapore è dolce ed emana un leggero odore di siero.

Ingredienti

L'ingrediente principale per la preparazione della ricotta di vacca è:

  • il siero del latte.

Procedimento

Dal procedimento di lavorazione deriva il nome stesso di "ricotta", che letteralmente significa "cotta due volte".

Il siero del latte, che è la parte liquida che si separa dal formaggio, viene fatto scaldare all'interno della cuarara, una caldaia in rame stagnato, fino ad una temperatura di 90°C.

Questo permette la solidificazione delle proteine del latte e la venuta a galla della ricotta.

Il prodotto così ottenuto viene prelevato con un lungo mestolo in rame stagnato, la "cazza", e messo all'interno delle fiscelle, dei recipienti tipici che possono contenere da 500 a 1000 g di ricotta.

Una volta preparata, la ricotta di vacca è pronta per il consumo.

Versatilità

Essendo un latticino dal sapore dolce, si presta per la realizzazione di tante preparazioni gastronomiche, in particolare quella dolciaria.

In Sicilia, infatti, buona parte della pasticceria vede come ingrediente principale proprio la ricotta, basta pensare alla cassata siciliana e ai famosi cannoli alla ricotta.

Oltre che in pasticceria trova largo impiego anche

  • nella preparazione di primi;
  • nelle paste ripiene (ravioli);
  • come condimento della pasta stessa.

Ottima anche mangiata da sola accompagnata col pane.

In cucina

Vi proponiamo una ricetta dolce a base di ricotta di vacca, ovvero:

  • la crostata di ricotta.

Ingredienti

Gli ingredienti impiegati nella preparazione della frolla della crostata di ricotta sono:

  • 350 g di farina 00;
  • 2 tuorli;
  • 1 scorza di limone;
  • 220 g di burro freddo;
  • 140 g di zucchero a velo.

Invece, per quanto riguarda la preparazione del ripieno della crostata di ricotta sono:

  • 500 g di ricotta di vacca;
  • 175 g di zucchero semolato;
  • 2 tuorli;
  • 1 scorza di arancia;
  • una spolverata di cannella in polvere;
  • 40 g di gocce di cioccolato fondente.

Lavorazione

Cominciamo con la lavorazione della frolla della crostata di ricotta:

  • anzitutto lasciate scolare la ricotta di vacca in un colino per circa un paio d'ore;
  • procedete versando la farina in un mixer insieme al burro freddo tagliato a cubetti, mixate il tutto; a questo punto versate il composto sul piano da lavoro ed aggiungete lo zucchero a velo;
  • al centro del composto formate una fontana e aggiungete i tuorli;
  • grattugiate la scorza di limone, impastate fino ad ottenere un panetto liscio ed omogeneo.

A questo punto, avvolgete il panetto nella pellicola trasparente lasciandolo riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.

Nel contempo, occupatevi della crema, perciò in un mixer versate i tuorli insieme allo zucchero e grattugiate la scorza d’arancia, poi aggiungete la cannella in polvere.

In ultimo incorporate anche la ricotta di vacca e procedete frullando fino ad ottenere un crema liscia.

Una volta preparata la crema, tenetela da parte.

Dedicatevi nuovamente all’impasto, rimuovete la pellicola e cominciate a battere la pasta con un mattarello, questo per farla ammorbidire, poi:

  • dopodiché dividetela in due parti, che dovranno essere una il doppio dell’altra;
  • cominciate a tirare il panetto più grande tra due fogli di carta forno;
  • otterrete un disco di circa 3-4 mm, sistematelo all’interno di una tortiera imburrata e infarinata, dal diametro di 23 cm;
  • con le dita sistematela accuratamente affinché la pasta combaci per bene alla teglia.

Se per qualsiasi motivo, l’impasto dovesse strapparsi in alcuni punti, sarà sufficiente rattopparli con dei pezzetti di pasta.

Per rendere uguali i bordi, pareggiateli passandoci sopra con l’aiuto del mattarello:

  • prima di versare il ripieno sulla pasta, abbiate l’accortezza di bucherellare il fondo dell’impasto con una forchetta;
  • ora versate la crema di ricotta e livellatela con l’ausilio di una spatola;
  • infine aggiungete in cima delle gocce di cioccolato.

Prendete il secondo panetto, lavoratelo col mattarello, dovrete ottenere un disco che dovrete utilizzare per ricoprire la superficie della crostata.

Una volta chiusa la crostata, passateci sopra il mattarello per far uscire l’aria ed eliminare la frolla in eccesso.

Per finire forate la superficie con una lama, e fate cuocere sul ripiano più basso, con il forno preriscaldato a 175 gradi per circa 70 minuti.

Regione: Sicilia
Tipologia di prodotto:  Paste fresche e prodotti della panetteria, biscotteria, pasticceria e confetteria

Descrizione

Il "gelo di melone", denominato anche "gelo di mellone" e "gelu di muluni", è uno dei dolci al cucchiaio della Sicilia più conosciuti fuori dei confini isolani.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il gelo di melone nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Origini

Particolarmente popolare nel palermitano con il nome di "gelo di mellone", le sue origini sono ancora oggi dibattute.

Tra le tesi più accreditate vi è quella che ne inscrive la nascita nel periodo della Dominazione Araba della Sicilia.

Ne esiste anche una seconda, la quale afferma che il gelo di melone affonda le sue radici alla fine del Medioevo.

In questo periodo, la popolazione "arbëreshë" (Albanesi), si insediò nell’hinterland palermitano e diede vita a questa specialità.

Non a caso il gelo di melone è presente soprattutto in questa zona dell'isola.

Ingredienti

Dolce tradizionale del Ferragosto, ha come ingrediente principale l'anguria.

Un dessert freddo presente in tutto il territorio siciliano che, nella sua ricetta base, si realizza con:

  • 1 l di succo di anguria;
  • 80 g di zucchero;
  • 80 g di amido di mais;
  • essenza al gelsomino;
  • polvere di cannella q.b.;
  • gocce di cioccolato fondente;
  • pistacchi pelati e tritati;
  • zucca candita.

Preparazione

Cominciamo con la preparazione del gelo di melone, quindi:

  • per prima cosa per circa 1 litro di succo di anguria, sono necessarie 4 angurie di medie dimensioni;
  • prendete la polpa della anguria, tagliatela a cubetti e privatela chiaramente dei semi;
  • con l’aiuto di un passa verdure, passate i cubetti di anguria per poi filtrarli ed ottenere il succo.

A questo punto pesate l’amido e setacciatelo.

Prendete un pentola e poi:

  • versatevi l’amido di mais e cominciate a diluirlo pian pianino con del succo di anguria che avete appena preparato;
  • continuate in questo modo fino a che il composto non sarà diventato una crema liscia ed omogenea.
  • Una volta aggiunto tutto il liquido, potrete unire anche lo zucchero.

Mettete la pentola sul fuoco a fiamma media e mescolate accuratamente fin quando il gelo di melone non si sarà addensato, questa operazione dovrebbe durare circa 15 minuti

Il gelo di melone sarà pronto quando scenderà a nastro dal cucchiaio.

A questo punto, togliete la pentola dal fuoco e versate il gelo di melone in un recipiente.

Potrete aromatizzare il gelo di melone  a vostro piacere con:

  • aroma di gelsomino oppure della cannella in polvere.

Lasciate raffreddare il gelòo di melone fuori dal frigor e solo quando sarà freddo, aggiungete:

  • le gocce di cioccolato oppure la zucca candita.

Tradizioni

Al di là degli ingredienti base come per esempio quelli maggiormente conosciuti:

  • succo di anguria;
  • zucchero;
  • amido per dolci;

esistono moltissime varianti nella preparazione del gelo di melone.

Tuttavia, da zona a zona si riscontrano numerose varianti di questo delizioso dessert della tradizione.

A seconda degli usi, infatti, la ricetta locale o familiare vede la presenza dei seguenti ingredienti:

  • polvere di chiodi garofano;
  • polvere di cannella;
  • fiori di gelsomino;
  • zucca candita;
  • pistacchi;
  • cioccolato amaro in scaglie.

Degustazione

Il gelo di melone può essere degustato sotto molteplici forme ed anche:

  • accompagnato da roselline di prosciutto crudo di Parma con un buon bicchiere di vino.

Come vino, i sommelier consiglierebbero un rosato o un rosso giovane vista la presenza del salume.

Il gelo di melone è un dolce molto leggero che si contraddistingue per le sue note delicate.

Questa fresca bontà è ottima accompagnata da un Moscato di Pantelleria.

Curiosità

A Palermo, inoltre, questo importante "dolce al cucchiaio" riveste un ruolo fondamentale, essendo il dolce tipico dell'amatissima festa di Santa Rosalia, la patrona della città.

Regione: Sicilia
Tipologia di prodotto: Paste fresche e prodotti della panetteria, biscotteria, pasticceria e confetteria

Descrizione

 Gli "nfasciateddi di Agira" sono una specialità siciliana originaria della provincia di Enna.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito gli nfasciateddi di Agira nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Caratteristiche

Si tratta di dolci semplici e golosi, con la loro tipica forma a "S", preparati tradizionalmente per le Feste Natalizie.

Caratterizzati da una pasta frolla sottile che avvolge un ripieno sfizioso, questi biscotti nutrienti e delicati si preparano con ingredienti naturali e genuini.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la preparazione della sfoglia degli nfasciateddi di Agira occorrono:

  • 2.5 kg di farina tipo 00;
  • 600 g zucchero;
  • 1 kg sugna;
  • 4 uova.

Per quanto riguarda il ripieno degli nfasciateddi di Agira occorrono:

  • 1 kg di miele;
  • 1 kg di mandorle mandorle tostate;
  • 250 g di farina 00.

Infine per quanto riguarda la guarnizione degli nfasciateddi di Agira vengono utilizzati:

  • cannella in polvere q.b.;
  • zucchero.

Procedimento

Cominciamo con la preparazione degli nfasciateddi di Agira, quindi:

  • innanzitutto si prepara la pasta tennira, ovvero tenera, e la si lascia a riposo per almeno due ore;
  • poi si mescola bene la farina con la sugna;
  • in una ciotola si sbattono le uova con lo zucchero e si unisce il composto alla farina;
  • si impasta per bene fino a quando il tutto non si è ben amalgamato.

Ora che la pasta frolla è pronta si pensa al ripieno degli nfasciateddi di Agira, a questo punto:

  • si macinano grossolanamente le mandorle tostate e si impastano con un composto di farina e miele precedentemente preparato;
  • poi si stende la sfoglia e si ritagliano delle striscioline larghe circa 1 o 2 cm e lunghe circa 10 o 12 cm;
  • si farciscono con il ripieno in forma di bastoncino;
  • si chiudono per bene i bordi dei rettangoli ottenuti.

Ruotando su se stesso ogni dolcetto si potrà apprezzare il suo tipico aspetto bicolore.

Infine si curva con cura la pasta per dargli la forma a "S".

Cottura

Gli nfasciatieddi di Agira hanno una cottura molto veloce.

Bastano 10 minuti in forno preriscaldato su una teglia con carta antiaderente.

Guarnizione

Gli nfasciateddi di Agira si guarniscono con zucchero e cannella!

Regione: Sicilia
Tipologia di prodotto: Paste fresche e prodotti della panetteria, biscotteria, pasticceria e confetteria

Descrizione

 La "ciambella" fritta palermitana è un prodotto tipico presente un po' in tutta Italia.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la ciambella nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Caratteristiche

Esistono varie ricette e varie interpretazioni tra cui quella della "ciambella fritta palermitana" che è presente in ogni pasticceria, bar o forno della città.

È un prodotto dolciario che è possibile accostare al latte per la colazione o al tè, ma può essere consumato anche da solo in quanto ha un gusto dolce e saporito che lo rende uno spuntino invitante.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la creazione della ciambella fritta palermitana sono semplici e facilmente reperibili, ovvero:

  • 500 g di farina 00;
  • 50 g di zucchero semolato;
  • 50 g di strutto;
  • 250 ml di acqua;
  • 1 bustina di lievito di birra;
  • 1 cucchiaino di sale.

Preparazione

Per prima cosa dovete sciogliere il lievito di birra nell’acqua, calcolando le quantità, poi:

  • versate la farina e lo strutto in una ciotola e cominciate ad amalgamare;
  • unite quindi lo zucchero, il sale, l’acqua con il lievito e continuare a mescolare;
  • versate l’acqua restante fino ad ottenere un composto omogeneo, ma morbido.

A questo punto, trasferite l’impasto ottenuto su un piano di lavoro e cominciate a dargli una forma.

Prendete una ciotola e ungetela con dello strutto, questa vi servirà per far riposare il composto e lasciare che lieviti.

Chiudetela poi con della pellicola trasparente che avrete precedentemente unto con altro strutto, al fine di non far incollare il composto né alla ciotola e tanto meno alla pellicola, sarà molto più facile rimuovere il tutto!

La fase di lievitazione durerà fino al raddoppio del volume dell’impasto, meglio se nel frattempo lo conservate in forno spento, ma con la luce accesa.

Terminata la lievitazione, riprendete la pasta e rovesciatela su una spianatoia leggermente infarinata.

Ora dovrete:

  • piegare l’impasto su se stesso e ritagliare delle pezzature di circa 70 g cadauna;
  • a queste pezzature, date la forma di palline;
  • successivamente bucate con un dito il centro di queste ultime, ottenendo così la tipica forma della ciambella;
  • disponetele su una teglia rivestita con carta da forno, coperte da un canovaccio e lasciate che lievitino per altri 80 minuti, sempre dentro al forno spento, ma con luce accesa.

Passiamo alla fase della frittura, quindi:

  • in una pentola con abbondante olio di semi, immergete le vostre ciambelle, avendo cura di girarle di continuo e velocemente;
  • una volta fritte adagiatele su della carta assorbente al fine di perdere tutto l’unto in eccesso.

Infine, prima di servirle belle calde, impanatele dentro lo zucchero.

Il successo delle vostre ciambelle è assicurato!

Varianti

Vogliamo proporvi una variante deliziosa delle ciambelle fritte palermitane, ovvero:

  • le ciambelle di patate fritte.

Ingredienti

Gli ingredienti utilizzati nella preparazione delle ciambelle di patate fritte sono:

  • 500 g di farina 00;
  • 250 g di patate;
  • 40 g di burro;
  • 20 g di zucchero;
  • 1 bustina di lievito;
  • 2 uova;
  • latte q.b.;
  • olio di semi.

Preparazione

Cominciamo quindi con la preparazione delle ciambelle di patate fritte:

  • anzitutto far bollire le patate, prima però lavatele e lessatele;
  • dopo 30 minuti, scolatele e riducetele a purea;
  • prendete 50 ml di latte tiepido, aggiungete il lievito in bustina e mescolate.

Su una spianatoia, setacciate la farina e in seguito unite:

  • la purea di patate;
  • il burro ammorbidito;
  • lo zucchero;
  • un uovo;
  • il latte con il lievito.

A questo punto cominciate a mescolare il composto, anche con le mani e se fosse necessario aggiungete altro latte per ottenere un panetto liscio ed omogeneo.

Passiamo alla fase di lievitazione:

  • mettete il panetto in una ciotola unta con del burro per non far attaccare il composto;
  • coprite con della pellicola trasparente e mettete in forno spento con luce accesa a lievitare per almeno 2 ore.

Tenete conto che il panetto deve raggiungere il doppio del suo volume originario.

Terminata la lievitazione, su un piano di lavoro leggermente infarinato, staccate dei panetti di pasta, create dei cilindretti che andrete a dividere in pezzetti più piccoli di circa 20 cm cadauno.

Chiudete e sigillate questi cilindretti unendoli come fossero dei taralli.

A questo punto è necessaria un’altra fase di lievitazione, pertanto disponete le vostre ciambelle su una teglia rivestita con della carta forno, chiudete il tutto con un canovaccio e rimettete in forno spento a luce accesa per il tempo utile a far raddoppiare il volume.

Trascorso il tempo, tirate fuori la teglia e cominciate a friggerle.

Quindi:

  • in una pentola con abbondante olio di semi per friggere, portatelo in temperatura ed immergete le vostre ciambelle, abbiate cura di girarle spesso e velocemente per farle dorare in meniera omogenea;
  • scolatele adagiandole su della carta assorbente, e impanatele subito con lo zucchero semolato.

Le vostre ciambelle di patate fritte sono pronte per essere assaggiate da grandi e piccini!

Degustazione

La ciambella fritta palermitana va servita ancora calda ricordandosi di cospargerla di zucchero semolato da entrambi i lati, delizia assicurata!

Regione: Sicilia
Tipologia di prodotto:   Prodotti di origine animale (miele, prodotti lattiero caseari di vario tipo escluso il burro)  

Descrizione

 Un vero e proprio nettare caratterizzato da colorazioni giallo-ambrate dai toni piuttosto caldi, il "miele millefiori" siciliano è un prodotto superlativo!

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il miele millefiori nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Caratteristiche

Si distingue dagli altri mieli millefiori per le sue spiccate qualità e per le note gustative avvolgenti che sanno di macchia mediterranea.

Particolarmente cremoso, il miele millefiori di Sicilia, è ricco di profumi penetranti e di sostanze nutritive di spessore.

Una specialità, il millefiori siciliano, che si identifica grazie alle sue importanti particolarità olfatto-gustative, sono queste di fatto a regalargli quella tipicità che lo rende un alimento insostituibile.

Origini

Impiegato fin dall'antichità sia in cucina che in medicina, questo miele è altresì un "dolcificante delizioso".

Importante anche il suo impiego in pasticceria, infatti, oltre a presentarsi come un dolcificante d'eccezione, permette il mantenimento della freschezza del prodotto dolciario per un lasso di tempo più lungo.

Il miele millefiori siciliano, inoltre, è ingrediente base dei deliziosi "torroni" prodotti nell'isola.

Una vera e propria leccornia, questo millefiori si presta anche per essere semplicemente assaporato spalmato su fette di pane casareccio.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la preparazione del miele millefiori sono:

  • nettare;
  • melata.

Raccolta

Ricavato con il "metodo a freddo", il millefiori di Sicilia, è una specialità dall'aroma inebriate e dalle buonissime proprietà organolettiche.

Viene raccolto seguendo i dettami della natura, nel più totale rispetto dei ritmi di lavoro delle le "api operaie".

Secondo le modalità di raccolta, si hanno:

  • il miele vergine, ottenuto dalla colatura spontanea dai favi, per azione del calore del sole;
  • il miele di spremitura, che si ottiene per pressione o torchiatura dei favi, dopo la raccolta di quello vergine.
REGIONE: Sicilia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Dolci

Descrizione

I "mustazzoli" o "mostaccioli" sono dei biscotti tipici siciliani, utilizzati nel caso di feste religiose come doni votivi al Santo Patrono.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito i mustazzoli nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Presentazione

Si prestano a diverse varianti e consistenze.

Solitamente alla ricetta originale viene aggiunto:

  • miele;
  • pepe nero;
  • vino rosso o dolce;
  • uova;
  • spezie, come ad esempio la cannella.

Ingredienti

Questa antica ricetta si realizza con i seguenti ingredienti:

  • 600 g di farina;
  • 1 cucchiaino di bicarbonato;
  • 300 g di zucchero;
  • 200 g di vincotto;
  • 100 ml di acqua;
  • 2 bicchieri di olio evo;
  • 200 g di frutta secca spezzettata o tritata;
  • scorza grattugiata di un arancio o un limone;
  • 1 uovo.

Questi ingredienti consentono di ottenere circa 1 kg di biscotti, che andranno poi conservati in una scatola di latta, al fine di mantenere al meglio la loro fragranza e morbidezza.

Preparazione

Vediamo il procedimento che puoi utilizzare per preparare i mustazzoli:

  • setaccia la farina;
  • riponila su una spianatoia;
  • aggiungi dello zucchero,
  • aggiungi una scorza di limone;
  • aggiungi la cannella.

Unisci poi il vincotto, l'acqua, l'olio e forma un impasto morbido.

Inserisci in seguito:

  • le mandorle;
  • le noci tostate;
  • il bicarbonato.

L'impasto deve risultare sodo, se così non fosse aggiungi della farina.

Crea poi dei bastoncini che spennellerai con dell'uovo sbattuto.

Cottura

Mettili in forno a 170 °C per 10/15 minuti.

Durante la cottura, presta attenzione che essi non si attacchino fra loro.

Quando sono cotti, tagliali in piccoli pezzi e lasciali raffreddare.

Devono essere cotti al punto giusto: nè troppo duri, nè troppo morbidi.

Varianti

A seconda dei gusti, si possono preparare i mustazzoli al caffè sia nella versione "più croccante" che in quella "più morbida".

Chiaramente non potrà mancare la copertura di cioccolato!

Ingredienti

Gli ingredienti utilizzati nella variante dei mustazzoli al caffè sono:

  • 260 g di farina 00;
  • 80 g di mandorle pelate e tritate;
  • 80 g di miele;
  • 50 ml di caffè;
  • 70 g di zucchero;
  • 20 g di polvere di cacao amaro;
  • 50 ml di nettare d'arancia;
  • 1 buccia di arancia grattugiata;
  • 3 g di pisto;
  • 5 g di ammoniaca per dolci;
  • 250 g di cioccolato fondente.

Preparazione

Cominciamo con la preparazione dei mustazzoli al caffè quindi:

  • per prima cosa sarà necessario preparare il caffè, possibilmente utilizzando una moka, una volta pronto mettetelo da parte per farlo raffreddare.

in una ciotola o se avete un robot da cucina, potete aiutarvi con quello, unite i seguenti ingredienti:

  • farina che avete setacciato;
  • mandorle tritate;
  • il pisto;
  • l'ammoniaca per dolci;
  • il cacao;
  • lo zucchero e la buccia di arancia grattugiata.

A questo punto potete cominciare a mescolare e amalgamare bene.

Procedete in questo modo e pian piano aggiungete al composto gli altri ingredienti, ovvero:

  • il miele;
  • il nettare;
  • il caffè freddo.

Continuate ad impastare finchè non avrete raggiunto una consistenza che vi permetta di creareun panetto morbido.

Prendete della pellicola, avvolgete il panetto e mettetelo da parte facendolo riposare per circa 30 minuti.

Trascorso il tempo, infarina un piano da lavoro e stendi l'impasto ficnhè non avrà raggiunto uno spessore di 1,5 cm.

Ora con l'aiuto di un coltello dovrete:

  • tagliare dei "rombi" che saranno i vostri mustazzoli al caffè.

A questo punto, con forno preriscaldato a 180 gradi, dovrete posizionarli su una teglia precedentemente ricoperta di carta da forno ed infornarli.

Se siete per una cottura più "morbida", allora basteranno 15 minuti, invece se preferite una cottura più "croccante" dovranno cuocere qualche minuto in più.

A fine cottura, fateli intiepidire ed una volta freddi potrete procedere a cospargerli di cioccolato fondente che avrete sciolto a bagnomaria.

Andate a riporre i vostri mustazzoli al caffè su una griglia per farli asciugare e poi conservateli su un vassoio pronti per essere degustati!

Degustazione

Al fine di mantenere intato il loro profumo, conservali accuratamente.

Sono ottimi anche accompagnati con del vino dolce, come il Vin Santo.

Se inzuppati acquisiscono morbidezza e non smetterai mai di mangiarli, uno tira l'altro.

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