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REGIONE: Puglia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Vegetali trasformati

Versatilità

I "capperi sott'aceto", fortemente diffusi in tutta la Puglia, sono un prodotto particolarmente apprezzato e versatile.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito i capperi sott'aceto nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Puglia (PAT).

Caratteristiche

Vengono raccolti prima che il fiore di colore bianco sbocci, ma non possono essere consumati subito poiché in caso contrario risulterebbero amari e privi di aroma.

La raccolta avviene ogni anno tra Maggio e Settembre, ma possono essere consumati durante tutto il resto dell'anno.

I trattamenti che subiscono per diventare gustosi e piacevolmente piccanti includono proprio la:

  • "conservazione sott'aceto".

Ingredienti

Gli ingredienti fondamentali per la preparazione dei capperi sott'aceto sono:

  • capperi;
  • aceto.

Preparazione

Per preparare questa prelibatezza i capperi vengono:

  • raccolti;
  • lavati ed asciugati;
  • posti a strati alterni sotto sale per circa 10 giorni, in modo da alterarne naturalmente il sapore e renderlo commestibile.

Quando i capperi cambiano colore, vengono nuovamente lavati ed asciugati e successivamente immersi nell'aceto e conservati in barattoli di vetro.

Proprietà salutari

Il cappero è conosciuto ed apprezzato sin dall'antichità per le sue "doti diuretiche" e protettrici dei vasi sanguigni.

E' ingrediente principale del "garum" ovvero una salsa a base di cappero utilizzata da greci e romani.

Provenienza

Il capperocresce spontaneamente solo sulle rupi calcaree e negli anfratti tra i mattoni dei palazzi, ma viene trapiantato per le coltivazioni in terreni che non richiedono tuttavia nè grande manutenzione nè grandi quantità di acqua.

In Cucina

Vi proponiamo una ricetta un pò "particolare" che tra gli ingredienti riporta proprio i capperi sott'aceto:

salsa di capperi sott'aceto.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la preparazione di questa deliziosa e saporita salsa di capperi sott'aceto sono:

  • 80 g di capperi sott'aceto;
  • 2 spicchi di aglio;
  • qualche filetto di acciuga sotto sale;
  • 50 g di olio extravergine di oliva;
  • succo di 1 limone;
  • sale q.b.;
  • pepe q.b.

Preparazione

Cominciamo con la preparazione della ricetta della salsa di capperi sott'aceto, quindi:

  • per prima cosa dovete lavare bene i capperi ed i filetti di acciuga;
  • con l'aiuto di un frullatore, frullate i capperi, l'aglio, le acciughe ed un goccio di olio;
  • cercate di frullare fino ad ottenere una "salsa densa" al punto giusto.

Se volete renderla ancora più "morbida", potete aggiungere un cucchiaio di acqua a temperatura ambiente.

In ultimo, dovete unire il succo del limone, continuate a frullare ed infine aggiungete sale e pepe q.b.

Per chi volesse attenuare il sapore "pungente" di questa salsa, è prevista la variante con il "tonno" al posto delle acciughe.

La  salsa di capperi sott'aceto  è ottima per condire:

  • pasta;
  • riso;
  • piatti a base di pesce e carni lesse.

Altre ricette nelle quali il cappero sott'aceto è sempre presente sono, per esempio:

  • il pesto ai capperi;
  • i peperoni ripieni con tonno e capperi sott'aceto;
  • l'orata al pomodoro e capperi sott'aceto;
  • nell'insalata di Pantelleria.

Potremmo andare avanti all'infinito!

Degustazione

Ideale per le preparazioni in "agrodolce", è ottimo:

  • nell'insalata;
  • sulle friselle;
  • sulla pizza;
  • nella pasta alla pizzaiola;
  • in abbinamento al tonno.

Possiamo affermare che il cappero sott'aceto si può utilizzare per insaporire qualsiasi piatto, rendendolo unico e gustoso!

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REGIONE: Puglia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Vegetali trasformati

Descrizione

Il "carosello di Manduria" è un ortaggio poco noto e coltivato prettamente nel Sud Italia dove ogni regione vanta la propria varietà di carosello con caratteristiche specifiche.

Caratteristiche

Si tratta di un prodotto ortofrutticolo che viene consumato ancora immaturo in alternativa al cetriolo, rispetto al quale risulta anche più digeribile.

In Puglia, il carosello di Manduria si caratterizza per il suo:

  • colore tendente al verde chiaro;
  • il suo peso oscilla tra i 50 e i 300 gr;
  • la consistenza è più dura rispetto al cetriolo;
  • è croccante, ma il suo gusto è dolce e soave.

Può essere coltivato anche in balcone in verticale, ha un'ottima produzione nella parte inferiore della pianta e questo permette di gestirlo senza troppe complicazioni.

Basta prestare attenzione a certi momenti specifici del suo sviluppo, in particolare è necessario costruire un sistema di sostegno dove far arrampicare la pianta.

Semina

Munisciti di:

  • un vaso di 55 cm di diametro;
  • di terra fresca;
  • di semini di carosello di Manduria.

Poni i semini di carosello di Manduria all'interno e copri di terra, dopodiché fissa delle stecche, due per lato e una più robusta al centro.

I tuoi caroselli cresceranno sulle stecche, per evitare che si rompano recidi i frutti prima che diventino troppo grossi.

Preparazione

In cucina utilizza il carosello di Manduria per preparare:

  • delle insalate fresche e particolarmente apprezzate durante la stagione estiva.

Metti a bollire delle patate, quando saranno fredde tagliale a cubetti ed aggiungi il carosello di Manduria preventivamente tagliati a julienne.

Aggiungi poi:

  • pomodorini;
  • cipolla rossa;
  • condisci con olio evo;
  • un pizzico di sale.

Un'idea geniale per un pranzo leggero e gustoso!

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REGIONE: Calabria
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati

Descrizione

Le "castagne di Calabria" rappresentano uno dei prodotti più caratteristici di questa regione che si contraddistingue per la presenza di alte e severe montagne ricoperte da una fitta vegetazione e in particolar modo da floridi castagneti.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito le castagne di Calabria nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Calabria (PAT).

Origini

Le castagne calabresi sono una delle colture arboree più antiche e la storia racconta che abbiano salvato la popolazione durante i periodi di carestia.

Proprio per tale motivo, quest'albero è stato ribattezzato:

  • albero del pane

Coltivazioni

La coltivazione delle castagne in Calabria si concentra prevalentemente nelle province di Cosenza e Catanzaro e numerosissime sono le varietà esistenti tutte con proprietà organolettiche ben definite che fanno della Calabria la seconda regione italiana in termini di produzione annuale.


Le castagne calabresi sono molto apprezzate per la loro inconfondibile dolcezza.

Le castagne calabresi sono:

  • facilmente sbucciabili per via di una pellicina morbida al tatto che viene via tra le dita;
  • hanno un elevato potere saziante per via del loro considerevole apporto di fibre e sali minerali.

Preparazione

Se sei un amante delle caldarroste munisciti di una padella forata e cuocile in casa, l'ideale sarebbe poterle tostare nel camino o sul barbecue ma se avrai l'accortezza di rigirarle più volte otterrai comunque un buon risultato anche usando i fornelli.

Degustazione

Se invece vuoi sperimentare delle ricette alternative prova a fare dei crostini di pane nero con lardo e castagne oppure una deliziosa vellutata di castagne e patate con pancetta croccante.

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REGIONE: Calabria
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati

Descrizione

Il "cedro" è un albero da frutto molto diffuso sui territori calabresi, con rami bassi e spinosi, foglie allungate con nervature evidenti e in rilievo, molto verdi in cima e più chiare alla base.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il cedro nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Calabria (PAT).

Presentazione

I fiori dell'albero sono grandi e di un bel bianco, mentre i suoi frutti ricordano per forma e colore un limone acerbo.

Il cedro come frutto è ricco di ottime proprietà nutrienti, come:

  • la vitamina C e tanti sali minerali.

Inoltre, ha un elevato contenuto di zuccheri, ma è del tutto privo di grassi e di proteine.

In cucina

Alcune zone della Calabria, come Santa Maria del Cedro, sono rinomate proprio per la presenza di molti alberi di cedro e il periodo della raccolta diventa un'occasione per organizzare delle feste popolari che attirano anche i turisti che desiderano ammirare l'operazione di raccolta dei frutti.

Sebbene sia faticoso raccogliere i cedri dall'albero, per le sue piccole dimensioni e per le molte spine, chi si dedica a questa attività lo fa per l'amore verso un frutto di cui già nella Bibbia si parla esaltandone le caratteristiche.

Il cedro, in quanto prodotto tipico della Calabria, non può mancare nella cucina tradizionale della regione.

Molto usato per preparare "confetture", da accompagnamento per carni e formaggi, il cedro è anche utilizzato come:

  • contorno;
  • consumato crudo con un condimento di sale, olio e pepe.

Un piatto calabrese tipico, che potresti provare a riprodurre, consiste negli:

  • involtini di foglie di cedro ripiene di uvetta e cedro a dadini.
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Regione: Sardegna
Tipologia di prodotto: Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati

Descrizione

Tra le innumerevoli varietà di pere esistenti, la deliziosa "Cento doppie" merita senz'altro di essere assaporata almeno una volta nella vita.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la Cento doppie nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Origine

Con tutta probabilità, la Cento doppie venne importata in Sardegna nel diciottesimo secolo e ad oggi è coltivata su tutta l'isola.

In particolar modo, la maggiore produzione della Cento doppie avviene dell'entroterra e i frutti sono destinati alla vendita nei mercati locali.

Caratteristiche

Il pero De Su Duca ha un medio vigore e i suoi frutti maturano nella seconda e terza decade di Dicembre.

Succose, dolci e gradevoli al palato:

  • le pere Cento doppie sono tanto buone quanto genuine e ricche di vitamine e sali minerali.

La polpa bianca e soda e racchiusa da una buccia spessa e dal colore giallo-verde, leggermente striata di rosso rame.

Degustazione

Una volta colte dall'albero, è senz'altro preferibile consumarle fresche, in quanto non hanno una lunga conservazione.

Inoltre, il loro aroma si presta bene alla realizzazione di marmellate e innumerevoli dolci caserecci.

E come non citare anche la tipica merenda di una volta!

Il buonissimo "pani, casu e pira", ovvero, "pane con formaggio pecorino e pere".

Insomma, le idee per portare in tavola le deliziose pere Cento doppie sono innumerevoli e ci si può sbizzarrire con gli abbinamenti.

Conservazione

Se desideri conservare le Cento doppie sottovuoto in dispensa, puoi preparare in casa le pere al "filu 'e ferru", un'acquavite di vinaccia tipica della tradizione sarda.

Potrai così assaporarle durante tutto l'anno e offrirle ai tuoi ospiti nelle grandi occasioni.

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REGIONE: Puglia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Frutta

Descrizione

Le "cerase" o "ciliegie di Puglia" sono un prodotto agricolo che viene esportato in tutta Italia ed anche all'estero.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito le cerase nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Puglia (PAT).

Storia

Note anche sotto il nome di "ciliegie ferrovia", sono state coltivate per la prima volta nel lontano 1935.

Secondo alcune fonti locali, sembrerebbe che il primo albero di ciliegio di questa varietà, nacque proprio in prossimità di un casello ferroviario, posto a circa 900 metri dalla città di Sammichele di Bari.

Vista l'elevata vicinanza ai binari, decisero di rinominare le cerase "ciliegie Ferrovia".

A prendersene cura fu proprio il custode, che in seguito riuscì a moltiplicare l'albero anche nei comuni limitrofi.

Produzione

Ad oggi le città identificate come "maggiori produttori" di cerase nell'intero territorio Pugliese, sono:

  • Turi;
  • Casamassima;
  • Conversano.

La varietà tipica "Baresana" si distingue dalle altre per le grosse dimensioni del frutto, attaccato all'albero mediante un peduncolo piuttosto lungo.

Ciò che rende le cerase particolarmente amate dal mercato ortofrutticolo nazionale ed internazionale è, oltre al suo sapore unico ed inconfondibile, il fatto che si mantiene fresca per molti giorni.

In media, il frutto mantiene le sue caratteristiche strutturali ed organolettiche fino a 7 giorni, consentendo così di effettuare anche lunghi tragitti.

Degustazione

Potrai gustare le cerase a fine pasto, oppure anche integrarle a squisiti dolci a base di frutta.

Ad esempio, potrai creare una "coulis di ciliegie di Puglia" per guarnire la tua cheesecake o in alternativa preparare una gustosa confettura ideale per le crostate!

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