Visualizza articoli per tag: Frutta

REGIONE: Puglia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Vegetali trasformati

Descrizione

La "cicerchia" è un tipo di legume che fa il suo ingresso nel palcoscenico mondiale diversi secoli fa.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la cicerchia nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Puglia (PAT).

Origini

Gli antichi Romani infatti, già lo conoscevano con il nome di "cicerula", mentre i Greci preferivano appellarlo con la locuzione "Lathyrus sathivus".

Molto simile morfologicamente al cece, la cicerchia si presenta con un colore biancastro ed un sapore che ricorda a tratti quello del "pisello" o della "fava".

Proprietà salutari

Questo legume si semina ad Aprile, si raccoglie ad Agosto ed ha la particolare peculiarità di riuscire a crescere in terreni particolarmente difficili sotto l'aspetto della siccità e delle temperature rigide.

Certo è, che un clima fresco ed asciutto, garantiscono produzioni qualitativamente elevate.

Ne deriva, per tale ragione, un prodotto dall'elevato contenuto di:

  • proteine;
  • ferro;
  • amido;
  • pochissimi grassi.

La cicerchia è stata molto spesso declassata, ma per le sue virtù di elevata conservazione e "autoctona" (non importata), si è fatta apprezzare come un tempo.

In cucina

Prima di poter gustare una bella zuppa di cicerchie, esse vanno tenute in ammollo tutta la notte per eliminare la "latrina", un particolare componente chimico che conferisce amarezza al frutto.

Vanno successivamente lessate, per circa 40/45 minuti.

Di solito dopo la cottura, si lascia ancora in ammollo il composto e lo si può insaporire con dell'alga "Combu".

Quest'ultima, dona il beneficio di rendere meno aggressivo il legume nel nostro sistema digerente e di evitare il problema del gonfiore della pancia, tipico in queste applicazioni.

Come contorno a questa zuppa, vengono di solito proposte le patate o i cavoli.

Ricetta

Vediamo nello specifico gli ingredienti che andremo ad utilizzare per la creazione della "zuppa di cicerchia" sono:

  • 500 g di cicerchie secche;
  • 120 g di cipolla bianca;
  • 100 g di sedano;
  • 90 g di pomodoro maturo;
  • 400 g di patate;
  • 2 spicchi di aglio;
  • 500 ml di brodo vegetale;
  • un rametto di rosmarino;
  • 5 cucchiai di olio extravergine di oliva;
  • sale q.b.;
  • pepe q.b.;
  • salvia q.b.

Preparazione

Iniziamo con la preparazione della nostra zuppa di cicerchia, quindi:

  • cominciate mettendo in ammollo le cicerchie per almeno 24 ore;
  • abbiate l'accortezza di cambiare spesso l'acqua;
  • trascorso il tempo necessario scolate i legumi, sciacquateli e teneteli da parte.

Dedicatevi ora alla preparazione:

  • del trito con sedano e cipolla;
  • mondate, lavate e tagliate a cubetti il pomodoro e le patate.

Munitevi di una una pentola capiente e poi:

  • fate rosolare due spicchi di aglio a fuoco dolce in un paio di cucchiai di olio extravergine;
  • quando saranno appassiti, eliminateli e aggiungete il trito di sedano e la cipolla;
  • fate cuocere anche questi nella padella per circa 10 minuti a fuoco dolce.

Se necessario aggiungete un po' d'acqua a temperatura ambiente per farli appassire senza bruciare.

Trascorso il tempo indicato aggiungete:

  • le patate;
  • i pomodori;
  • la cicerchia;
  • aggiustate di sale e pepe.

Fate cuocere il tutto per circa un'ora a fuoco basso, aggiungendo il brodo di tanto in tanto e mescolando spesso per evitare che il composto si attacchi al fondo della pentola.

A questo punto preparate un mazzetto aromatico legando insieme, con uno spago da cucina, il rosmarino e la salvia, quindi aggiungetelo alla zuppa.

Coprite con un coperchio e continuate la cottura per un’altra ora, a fuoco moderato.

Quando la zuppa di cicerchie sarà pronta, spegnete il fuoco ed eliminate il mazzetto aromatico.

Servite la zuppa quando è ancora calda, guarnendola con qualche ciuffetto di rosmarino e un filo di olio extravergine a crudo.

Varietà

Altri sinonimi che identificano la cicerchia sono:

  • cicercola;
  • cece nero;
  • ingrassamanzo;
  • dente di vecchia;
  • pisello quadrato.

Nella zona a nord di Bari, la cicerchia assume addirittura il nome di "fasul a gheng", per via della predisposizione che ha a rimanere sempre al dente nonostante la cottura.

Pubblicato in PUGLIA
REGIONE: Sardegna
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Frutta

Descrizione

La "ciliegia furistera" è tipica della zona del Montiferru in Sardegna è un albero debolmente vigoroso ma con un'elevata produttività.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la ciliegia furistera nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Fioritura e raccolto

La fioritura dell'albero avviene durante i primi dieci giorni di Aprile, la raccolta del frutto invece è prevista nel mese di Giugno e si presenta corposo, rosa pallido e con un sapore gradevole.

Una particolare ricetta con questo tipo di ciliegia è la kariasa 'e ispiritu, ossia:

  • le ciliegie sotto spirito.

Origine

Il termine kariasa è di origine greca e con ciò si ha la dimostrazione che la coltivazione di questo frutto si ha sin dall' VIII secolo ed era tipica della zona di:

  • Bonarcado;
  • Santulussurgiu;
  • Gadoni;
  • Burcei;
  • Laconi;
  • Sorgono;
  • Atzara.

La maturazione del prodotto deve avvenire sull'albero stesso, è caratteristica per la sua forma grossa e sono le ultime ciliegie che vengono raccolte dall'albero.

Ingredienti

Per realizzare le ciliegie sotto spirito o kariasa 'e ispiritu occorrono:

  • ciliegie;
  • zucchero;
  • alcool;
  • acqua;
  • cannella.

Preparazione

I tempi di preparazione e cottura prevedono circa 15 minuti.

Come primo passaggio bisogna:

  • prendere un pentolino e mescolare acqua e zucchero per creare lo sciroppo;
  • nel frattempo che lo zucchero si scioglie per bene nell'acqua passiamo al lavaggio delle ciliegie sotto acqua corrente che poi dovranno essere asciugate uniformemente;
  • tagliamo adesso il picciolo della ciliegia cercando di lasciarli tutti della stessa lunghezza;
  • mettiamo il pentolino con lo sciroppo sul fuoco per farlo addensare, non appena sarà pronto togliamo dal fuoco e lo lasciamo raffreddare;
  • inseriamo le ciliegie nei barattoli di vetro a chiusura ermetica con una stecca di cannella, poi versiamo lo sciroppo raffreddato e infine colmiamo gli spazi vuoti con l'alcool.

Chiudiamo per bene e lasciamo conservare per 3 mesi.

Pubblicato in SARDEGNA
Etichettato sotto
Regione. Sicilia
Tipologia di prodotto: Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati  

Descrizione

La "ciliegia mastrantoni" è una varietà molto pregiata che si coltiva con successo in Sicilia.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la ciliegia mastrantoni nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Tradizioni

Essa viene chiamata anche ciliegia dell'Etna, in quanto la sua area di produzione si colloca sul versante sud e sud-est dell'Etna, comprendendo molti comuni della provincia di Catania.

I sistemi di coltivazione sono frutto di tradizioni tramandate di padre in figlio.

Non viene praticata nessuna tecnica di forzatura della pianta.

La curiosità consiste nel fatto che i coltivatori salgono ancora sulla "scala a pioli" per raccogliere i grappoli di ciliegia col peduncolo.

Certificazioni

Il riconoscimento a "DOP" è il risultato della qualità espressa da questo frutto molto gradito al consumatore.

Presentazione

La ciliegia mastrantoni, infatti, si presenta:

  • di un bel colore rosso vivo;
  • la polpa è dura e croccante;
  • il sapore è dolce, ma non stucchevole con basso contenuto di acidità.;
  • il peduncolo abbastanza lungo che la fa distinguere da altre bacche di dimensione medio-grande.

Produzione

Il periodo di "produzione" è Giugno-Luglio.

In genere, la perfetta maturazione si raggiunge verso la seconda e terza decade di Giugno.

Proprietà benefiche

Devi sapere che il consumo della ciliegia mastrantoni o "cerasa", come viene spesso identificata localmente, apporta notevoli benefici all'organismo.

Il contenuto nutritivo, infatti, è costituito da:

  • antocianine e flavonoidi.

Questi elementi sono molto importanti per prevenire l'invecchimento dei tessuti e favoriscono la circolazione.

Un'altra proprietà della ciliegia è di:

  • favorire il buon equilibrio idrico, poiché essendo diuretica favorisce l'eliminazione dell'acqua in eccesso nel corpo.
Pubblicato in SICILIA
Etichettato sotto
REGIONE: Sardegna
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Frutta
CERTIFICAZIONE PRODOTTO: PAT

Descrizione

Ciliegio sardo della specie carrufale si fregia dell'importante riconoscimeto di Prodotto Agroalimentare Tradizionale sardo (PAT).

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il ciliegio nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Caratteristiche

La carrufale è un frutto tardivo presente perlomeno da 50 anni nell'agro dell'alta Gallura.

La tradizionalità di questa varietà è da ricercarsi nella sua presenza più che costante in "vecchi frutteti".

Allo stato attuale, in questi frutteti è possibile trovare ancora esemplari in produzione.

Caratteristiche

Questo ciliegio sardo è un albero dal medio vigore.

Fiorisce nella terza decina del mese di Marzo e si caratterizza per la sua produzione elevata.

I frutti del ciliegio sono:

  • di ottima qualità;
  • si presentano alla vista in piccole dimensioni;
  • con una forma tondeggiante appiattita alla base.

La polpa di questa varietà si contraddistingue per la sua "colorazione crema", la sua abbondante succosità e il suo gusto piuttosto gradevole.

La carrufale è solo una delle 25 specie di ciliegio coltivate in Sardegna e rese note dall'azienda sperimentale del Centro Nazionale di Ricerca (CNR) e dall’Ispa.

Ognuna di esse, tuttavia, può essere la protagonista di un'antica ricetta isolana, quella delle deliziose ciliegie sarde sotto spirito.

Preparazione

Una preparazione tipica dell'arte conserviera sarda, che si realizza con:

  • le ciliegie;
  • uno sciroppo a base di zucchero e acqua;
  • e il filu de ferru, la famosa acquavite sarda, che verrà aggiunta solamente ad avvenuto raffreddamento dello sciroppo;
  • dopodiché, all'interno di vasi di vetro verranno sistemate le ciliegie che dovranno essere poi ricoperte con la miscela alcolica;
  • successivamente i vasi verranno chiusi ermeticamente;
  • quindi le ciliegie prima di essere degustate dovranno riposare in luogo buio e fresco per un tempo minimo di almeno 2 mesi.
Pubblicato in SARDEGNA
Etichettato sotto
Regione: Calabria
Tipologia di prodotto:Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati

Descrizione

Le "coroncine di fichi secchi al mirto", conosciute anche con il nome di "filari ‘i ficu" nel gergo locale, sono un prodotto lavorato a mano che rientra nella categoria di quegli alimenti della produzione locale che fanno parte della tradizionale regionale.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito le coroncine di fichi secchi al mirto nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Calabria (PAT).

Caratteristiche

fichi sono più lunghi di 4 centimetri di diametro e pesano circa 500 grammi.

fichi rappresentano per la Calabria uno dei frutti più prelibati e speciali e sono utilizzati in molte ricette.

In questo tipo di preparazione si trova tutto il sapore del sud e delle tradizioni locali che non si sono perse nel tempo, ma ancora oggi garantiscono bontà e gusti genuini offerti dalla terra.

Ci vuole anche una certa abilità per prepararli e questo li rende ancora più particolari.

La forma, il colore e anche il profumo, attirano i turisti che non possono fare a meno di assaggiarli.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la preparazione delle coroncine di fichi secchi al mirto sono:

  • fichi secchi;
  • rametto di mirto.

Preparazione

Sono un prodotto tipico della zona calabrese e viene preparato con fichi secchi e mirto.

Con questi due ingredienti si prepara un cerchio facendo passare attraverso i rami di mirto i fichi secchi.

La caratteristica forma tondeggiante ha dato vita al nome di coroncina che oggi è ampiamente utilizzato sia nel territorio che negli altri paesi italiani che amano molto la specialità.

Le coroncine di fichi secchi al mirto si preparano nel periodo che va da Settembre e Marzo e ci si avvale di altri ingredienti come zucchero e aromi naturali per ottenere un gusto ancora più dolciastro all'intera preparazione.

Pubblicato in CALABRIA
Etichettato sotto
REGIONE: Puglia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Frutta

Descrizione

Com’è noto, i "fichi" hanno importanti proprietà lassative e sono decisamente molto gustosi!

Caratteristiche

Questi frutti sono stati molto amati sin dai tempi antichi.

In merito, è bene tenere conto del fatto, che abbiamo a che fare con alimenti molto zuccherini e ricchi anche di vitamine e proteine.

Insomma, decidere di consumare alimenti a base di fichi significa fare una "vera e propria scorta di energia".

Utilizzo

In Puglia c'è una ricetta che consente di utilizzare i fichi per creare un preparato decisamente molto buono:

  • il "cotto di fico".

Per chi non lo sapesse, abbiamo a che fare con un preparato che, in genere, viene utilizzato come "glassa" per guardi nere carne e pesce.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la preparazione del cotto di fico sono:

  • fichi;
  • acqua.

Preparazione

Preparare il cotto di fico è semplicissimo anche se non molto rapido!

Per prima cosa, devi tenere conto del fatto che per preparare circa 1 litro di cotto ti devi procurare una ventina di kg di fichi, che dovranno essere lavati in maniera accurata e scrupolosa, rigorosamente sotto l’acqua corrente.

Al momento del reperimento dei fichi, è necessario accertarsi che siano totalmente integri e, soprattutto, "sani".

Dopo aver fatto ciò, potrai procedere con la "divisione a metà dei fichi".

In alternativa, potresti anche dividerli in quattro parti, facendo attenzione a tagliarli in verticale.

I fichi tagliati dovranno essere messi in una pentola anti-aderente in cui aggiungere dell’acqua.

Il tutto dovrà essere fatto cuocere per circa 5 ore.

Trascorso questo tempo, si potrà procedere con l’imbottigliamentom del cotto di fico.

Un ultimo consiglio, il cotto di fico è ideale anche per "guarnire prodotti dolciari" come, ad esempio:

  • i biscotti;
  • le torte.
Pubblicato in PUGLIA
Etichettato sotto
Pagina 4 di 18

I&T Srl Innovativa

P.IVA 09780790961
CF 09780790961
Via Vertoiba 2, - 20137 Milano

Sistemi di Pagamento

 MasterCard  PayPal  Sepa Visa 

 

Seo by @enitto