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Regione:Sicilia
Tipologia di prodotto: Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati

Descrizione

Direttamente dagli alberi piantati a frutta delle terre siciliane, i "fichi" sono dei frutti dalla polpa dolce e morbida.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito i fichi secchi nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Tradizioni

Le condizioni climatiche di questa regione unitamente a una coltura biologica, senza cioè l'impiego di agenti nocivi all'ambiente e alla salute, fanno dei fichi siciliani una vera delizia della natura per via delle loro proprietà organolettiche ineguagliabili.

Per assaporarne tutto il gusto fresco e genuino l'ideale sarebbe mangiarne uno appena raccolto, ma la verità è che questi fichi si prestano a numerosi altri impieghi.

Tra questi la preparazione di "fichi secchi" è di gran lunga quella che ha origini più antiche e che ancora oggi si ripete secondo la tecnica della tradizione tramandata dai nostri nonni.

Se anche tu vuoi fare scorta di queste deliziose chicche in modo da poterne mangiare durante tutto l'anno, allora segui questi semplici consigli per farli essiccare nel migliore dei modi.

Lavorazione

Innanzitutto pulisci i tuoi frutti in profondità con l'aiuto di un panno umido, dopodiché procedi a tagliarli a metà nel senso della lunghezza e trasferiscili su una tavola di legno con la polpa rivolta verso l'alto.

Coprili con della pellicola resistente o un telo in cotone ed esponi al sole durante tutto il giorno, la sera invece spostali in casa.

Ripeti la procedura per almeno una settimana intera fino a loro completa essiccazione.

Conservazione

A questo punto sistema i tuoi fichi in una scatola in latta o in un contenitore in vetro con chiusura ermetica e conservali in un luogo asciutto.

Un'idea assolutamente green e ricca di gusto!

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REGIONE: Puglia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Frutta secca

Descrizione

I "fichi secchi" sono un alimento che piace a grandi e piccoli, preparato lasciando seccare i frutti freschi al sole per almeno tre giorni.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito i fichi secchi nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Puglia (PAT).

Tradizioni

I fichi così essiccati sono una prelibatezza ideale da conservare nella propria dispensa e gustare in ogni momento dell'anno.

Come ben saprai, spesso vengono serviti come:

  • dolce di fine pasto in occasione delle Festività Natalizie.

A questo proposito, non possiamo non citare i meravigliosi "fiche cu lle mennule", ovvero i "fichi secchi con le mandorle" tipici della cucina pugliese.

Un trionfo di sapore e genuinità che solo i cibi tradizionali possono garantire, grazie alla materia prima di ottima qualità e all'antica ricetta tramandata di generazione in generazione.

Preparazione

Se desideri preparare in casa questa specialità pugliese, puoi seguire questi semplici step.

Fai tostare le mandorle nel forno preriscaldato a 180° per circa 10 minuti, controllandole di tanto in tanto per evitare che brucino.

Dividi in due i fichi secchi e farciscili con una o due mandorle tostate, dopodiché riponili nel forno caldo per altri 15 minuti.

Fodera una terrina con la carta da forno, aggiungi uno strato di vincotto, una spolverata di zucchero e una manciata di cioccolato tritato.

Unisci dei fichi secchi, comprimili aiutandoti con un canovaccio pulito e ricoprili con dell'altro vincotto, zucchero e cioccolato.

Ripeti il procedimento fino a formare più strati e lascia riposare per alcune ore.

I fichi secchi con le mandorle sono una golosità perfetta da gustare come snack.

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Regione: Sicilia

Tipologia di prodotto: Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati

Certificazione Prodotto: PAT

Descrizione

Quando si nomina il "fico d'India", ci si immagina frutti colorati, che svettano sulle estremità di un cactus in mezzo a distese desertiche o aride.

Certificazioni

Sembra incredibile che sia un prodotto particolarmente apprezzato nel sud della nostra penisola, senza bisogno di trovarlo in terre lontane come il Sud America e l'Africa.

In Sicilia è un prodotto molto apprezzato ed utilizzato nella tradizione gastronomica locale, tanto che il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali l'ha inserito nella lista PAT dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali.

Origini

Si pensa che sia stato "importato" su suolo siciliano dagli Arabi, durante i loro numerosi viaggi e che sia stato poi utilizzato come pianta ornamentale in alcuni giardini locali.

Il fico d'India siciliano, detto localmente "ficudinia", cresce in particolare nella:

  • valle del Torto, che prende il nome dall'omonimo fiume.

Essendo una pianta che si sviluppa in un clima prettamente sub-tropicale, fa dell'ambiente siciliano il proprio "habitat ideale", fornendo ogni anno moltissimi frutti di vario colore, bianchi, gialli e rossi.

In cucina

In Sicilia, la tradizione gastronomica si è adattata all'abbondanza di questi frutti spontanei, accogliendoli in numerose ricette dolci e salate, nonostante per molto tempo sono stati ritenuti non commestibili a causa delle loro spine.

Con i "fiori essiccati" si possono fare tisane.

Le "bucce" del frutto in certe zone della Sicilia vengono cucinate come se fossero "bistecche panate", mentre il frutto è impiegato per:

  • frittelle;
  • granite;
  • mostarde;
  • succhi e dolci di vario tipo.
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Regione. Sicilia
Tipologia di prodotto: Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati  

Descrizione

Il "fico d'India della valle del Belice" viene coltivata in provincia di Agrigento in prossimità del fiume Belice.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il fico d'India della valle del Belice nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Produzione

La zona di "produzione" si colloca, quindi, nella parte occidentale dell'isola.

Qui, le caratteristiche piante con "pale" conferiscono una bella suggestione al paesaggio.

Santa Margherita del Belice è la località che possiede le condizioni ideali per dare buona vigoria alla pianta.

Coltivazioni

Le fasi della coltivazione passano attraverso alcuni stadi per ottenere un frutto dolce e succulento in autunno.

Dalla fase di "potatura" eseguita a fine estate, si passa alla "scozzolatura".

Con quest'ultimo processo vengono eliminati i primi fiori da cui poi spunteranno i frutti succosi in autunno.

Caratteristiche

Il  fico d'India della valle del Belice è:

  • particolarmente succoso e dolce.

La pianta riesce ad immagazzinare una grossa dose di acqua e superare così stagioni siccitose.

All'interno si presenta di un bel colore che varia dal giallo al rosso in funzione delle tre cultivar, ovvero:

  • "gialla Sulfarina";
  • "bianca Muscaredda";
  • "rossa Sanguigna".

I semi contenuti nella polpa sono caratteristici di questo frutto.

Il peso può variare dai 100 ai 400 gr di pura bontà!

Degustazione

Puoi consumare il fico d'India sia allo stato naturale che anche in preparazioni culinarie.

Nel momento in cui viene scaldato tende a perdere la parte gelatinosa lasciando intatta tutta la succosa polpa.

Devi sapere, inoltre, che questo frutto, "simbolo" della Sicilia, è utilizzato per la preparazione di:

  • gelati;
  • granite;
  • marmellate;
  • liquori e torte.
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REGIONE: Puglia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Frutta

Descrizione

Nell'Alto Salento non mancano gli ulivi e gli "alberi di fico".

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il fico secco mandorlato nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Puglia (PAT).

Presentazione

Il fico della vaerità Dottato, chiamato anche "Ottato", è una varietà di fico di origine italiana.

Questa qualità, la troviamo maggiormente nell’Italia Meridionale.

Il fico Dottato, non è presente solo in meridione, lo possiamo trovare anche nelle zone collinari, dove si trovano piante di fico sparse in moltissime aziende agricole delle province di:

  • Arezzo;
  • Firenze;
  • Prato.

Per quanto riguarda l’origine del suo nome, sono state formulate diverse proposte, ma gli etimologi sembrano più inclini a ritenere il nome della pianta legato al toponimo Ottati, che sarebbe un comune dell'attuale provincia di Salerno.

I frutti prodotti dalla pianta del fico Dottato sono da sempre molto apprezzati e, nella zona di San Michele Salentino (località in provincia di Brindisi), vengono lavorati per creare un dolce tipico autunnale, povero di ingredienti, ma ricco di sostanza e di sapore:

  • il "fico secco mandorlato".

Questi frutti presentano:

  • una buccia dal colore verde brillante;
  • una polpa, ricca e gustosissima, di tonalità ambrata.

Essiccazione

La raccolta dei fichi Dottato, avviene in estate e la procedura della loro essiccazione prevede che vengano aperti a metà, adagiati su graticci di canne e lasciati al sole per una settimana.

Durante l'essiccazione sono protetti da un telo traspirante e vanno girati periodicamente, affinché la loro disidratazione sia omogenea.

Processi

Conclusa l'essiccazione, i fichi vengono immersi in acqua di mare bollente per circa due minuti, al fine di "sterilizzarli" e "ripulirli" da eventuali impurità.

In un secondo momento, vengono lasciati asciugare in un ambiente chiuso e fresco.

Ingredienti

Dopo 5 giorni circa dal completamento dell'essiccazione e della disinfestazione, all'interno di ciascun fico viene inserito:

  • un pezzetto di scorza di limone;
  • un seme di finocchietto;
  • una mandorla, precedentemente sbucciata e tostata.

I fichivengono quindi chiusi e cotti al forno, a una temperatura di 100° C, per circa 20 minuti.

Una volta raffreddati, li si può conservare in recipienti di vetro per confetture.

In cucina

Vogliamo proporvi una ricetta semplice, ma appetitosa, ovvero quella dei:

  • fichi secchi mandorlati al cioccolato.

Ingredienti

Gli ingredienti che andremo ad utilizzare per questa ricetta sono:

  • 1 kg di fichi freschi;
  • mandorle sgusciate q.b.;
  • noci sgusciate q.b.;
  • cioccolato fondente q.b.

Preparazione

Cominciamo con la preparazione dei fichi secchi mandorlati al cioccolato quindi:

  • lavate e liberate i fichi dalle bucce, tagliateli in due e metteteli su una teglia che va esposta all’aperto, alla luce diretta del sole;
  • questa fase di essiccazione può durare anche alcuni giorni,di tanto in tanto i fichivanno rivoltati, in modo che si essicchino efficacemente da un lato e dall’altro.

Prendete le mandorle e le noci e con l’aiuto di un mixer, tritatele bene e mescolatele.

A questo punto prendete:

  • due metà dei fichi precedentemente essiccati, allargateli con le mani dal lato dei semi e posizionate una manciata di mandorle e noci tritate all’interno di una delle due metà;
  • richiudete e schiacciate con le mani le due metà, come a creare nuovamente il fico originale, però appiattito;
  • continuate in questo modo fino al termine dei fichi.

Cn il forno preriscaldato a 180 gradi, mettete i fichi in forno e fateli cuocere per circa 10 minuti.

Una volta cotti, lasciateli raffreddare e nel frattempo dovrete occuparvi di fondere il cioccolato, così:

  • in un padellino a bagnomaria, fate sciogliere il cioccolato fondente;
  • con delicatezza, prendete i fichi ed immergeteli uno ad uno nel cioccolato;
  • abbiate cura di voltarli dolcemente su cada lato, in modo tale che vengano interamente ricoperti;
  • eseguita questa operazione per tutti i fichi, li andrete a disporre su della carta da forno affinché il cioccolato si solidifichi.

Potrete conservare i vostri fichi secchi mandorlati al cioccolato in un luogo fresco e asciutto, e se vorrete li potrete consumare anche a distanza di 2 mesi!

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REGIONE: Puglia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Vegetali trasformati

Descrizione

Il "fiorone di Torre Canne", in dialetto Culumbr, è l'infiorescenza della pianta della varietà "Petrelli", tipica della piana di Torre Canne, una frazione del comune di Fasano (Brindisi).

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il fiorone di Torre Canne nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Puglia (PAT).

Caratteristiche

Si tratta di uno dei prodotti vegetali pugliesi di più "antica tradizione", al quale sono dedicate la sagra di Pezze di Greco (che si tiene a metà Giugno), e una poesia di Andrea Conversano titolata "Allì culumbrair" (i culumbrair sono i coltivatori del fiorone).

Il fiorone di Torre Canne ha:

  • una forma piriforme;
  • una dimensione medio-grande;
  • la sua buccia è verde brillante;
  • tende al violaceo quando il frutto è a completa maturazione;
  • la polpa è dolcissima, carnosa e presenta una tonalità che va dal rosa pallido al rosso intenso.

Raccolta

Quando il fiorone di Torre Canne è al culmine della maturazione, la sua buccia presenta delle screpolature longitudinali, dalle quali si intravede la membrana interna che racchiude gli acheni.

Il periodo di raccolta del fiorone di Torre Canne va da fine Maggio a fine Giugno ed avviene nelle prime ore della mattina, perché il caldo rende la buccia troppo fragile e facilmente lacerabile.

Dopo la raccolta, i fioroni sono sottoposti a refrigerazione per un periodo che va da 7 a 12 giorni, quindi vengono posizionati in cassette di legno e suddivisi l'uno dall' altro con le foglie trilobate della loro pianta.

Degustazione

Il fiorone di Torre Canne non è sottoposto ad alcun trattamento e viene venduto fresco.

Questo prodotto è così buono che può essere consumato da solo ma, per esaltarne al meglio il sapore, si consiglia di abbinarlo al prosciutto crudo (come quello che viene prodotto a Faeto, in provincia di Foggia).

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