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REGIONE: Puglia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Frutta

Descrizione

La "mela Limoncella dei monti Dauni Meridionali", nota semplicemente come "Limoncella" è una tipica varietà di mela che viene coltivata in provincia di Foggia, la sua origine sembra risalire ai Sanniti.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la Limoncella nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Puglia (PAT).

Caratteristiche

Si tratta di una mela di piccole dimensioni con un peso che varia dai 100 ai 150 grammi.

Viene detta "Limoncella" perché ha un delicato sapore di limone.

Si presenta:

  • di forma ellissoidale;
  • con una buccia non molto spessa, lentigginosa, solitamente di colore rosso o giallo;
  • la sua polpa è molto profumata, succosa e croccante;
  • se ben matura, il suo colore è bianco.

Quello della Limoncella è un tipo di albero che si adatta agli ambienti di alta collina tipici della Puglia dove trova il suo habitat e risulta essere vigorosa e molto produttiva.

Tende ad essere resistente negli ambienti di media montagna, in caso di avversità climatiche ed in presenza di parassiti.

L'albero di mela Limoncella ha dei fiori bianchi raggruppati solitamente in almeno 6, e quando allegano tutto formano mazzetti di 5-6 mele.

Raccolto

La Limoncella viene usualmente raccolta tra Settembre ed Ottobre, e può essere conservata anche per periodi molto lunghi.

Il suo aspetto col passare del tempo, tenderà a cambiare, ovvero:

  • la buccia diventa corrugata;
  • il gusto risulta più aromatico e gustoso.

Per essere mantenuta, necessità però, di un luogo asciutto e soprattutto "buio".

Impiego

E' molto utilizzata per la produzione di dolci, ma viene molto spesso consumata anche:

  • cotta;
  • lessata;
  • al forno.

Ricette

Vogliamo proporvi due ricette a base di mela Limoncella, ovvero:

  • la "marmellata con mela Limoncella";
  • la "torta di mele Limoncelle".

Le procedure sono semplicissime e il risultato sarà sicuramente un successo!

Ingredienti

Scopriamo insieme gli ingredienti e la preparazione della marmellata con mela Limoncella.

Gli ingredienti utilizzati nella preparazione di questa confettura sono:

  • 2.5 kg di mele Limoncelle;
  • 600 g di zucchero di canna integrale;
  • acqua tiepida q.b.;
  • succo di 2 limoni biologici.

Preparazione

Cominciamo con la preparazione della marmellata di mela Limoncella, quindi:

  • lavate le mele sotto acqua corrente;
  • sbucciatele e tagliatele a cubetti;
  • a questo punto raccoglietele in un pentola con i bordi alti;
  • aggiungete una spruzzata di limone per evitare che le mele si anneriscano.

Ora, dovrete:

  • mescolare con un cucchiaio, unite lo zucchero di canna integrale e fate macerare per almeno 30 minuti;
  • trascorso questo tempo, continuate ad amalgamare il composto e aggiungete dell'acqua tiepida.

A fiamma bassa, cominciate a cuocere, chiudendo la pentola con un coperchio.

Abbiate l'accortezza di girare frequentemente e se dovesse formarsi della "schiuma" in superficie, aiutatevi con una schiumarola per eliminarla.

Dopo circa un'ora di cottura frullate e fate cuocere ancora per un pochino.

Dopo aver sterilizzato i vasetti e verificato la consistenza della marmellata, versate la confettura bollente nel vetro e capovolgete per creare il sottovuoto.

Ingredienti

Passiamo alla ricetta della "torta di mele Limoncelle".

Ingredienti

La "pasta" della torta di mele Limoncelle è composta dai seguenti ingredienti:

  • 320 g farina 00;
  • 250 g di burro da frigor;
  • 1 cucchiaio di zucchero semolato;
  • 1 cucchiaino di sale;
  • mezzo bicchiere di acqua fredda;
  • 1 cucchiaio di aceto di vino bianco.

Per quanto riguarda il "ripieno" della torta di mele Limoncelle sono necessari:

  • 1 kg di mele Limoncelle;
  • 2 cucchiai di maizeina;
  • 2 cucchiai di zucchero di canna;
  • 1 cucchiaio di succo di limone;
  • cannella in polvere q.b.;
  • zenzero in polvere q.b.;
  • semi di un baccello di vaniglia;
  • sale q.b.

In aggiunta, citiamo anche questi ultimi igredienti:

  • 1 uovo;
  • 1 cucchiaio di pangrattato;
  • 2 cucchiai di zucchero di canna;
  • 1 cucchiaio di latte.

Preparazione

Cominciamo con la lavorazione della pasta, quindi:

  • mettete in un mixer tutti gli ingredienti;
  • lavorate l'impasto finche' si verrà a formare una palla;
  • lasciarla riposare in frigo fintanto che si prepara il ripieno.

Per quanto riguarda il ripieno, dovrete:

  • tagliare le mele a fettine non troppo sottili;
  • riponetele in un recipiente edaggiungete la maizeina, il succo di limone, lo zucchero, il sale e le spezie;
  • mescolate accuratamente al fine di far insaporire bene il tutto.

Con la brisè formare due dischi di pasta e poi:

  • con un disco foderate uno stampo da 20 cm, bucherellate la pasta e cospargeteci il pangrattato;
  • aggiungete il ripieno di mele e chiudete con l'altro disco di pasta.

Create due tagli sulla superficie della pasta (per far fuoriuscire l'umidità), spennelate con l'uovo mischiato al latte e cospargere con lo zucchero di canna.

Cuocere a forno preriscaldato per circa 70/80 minuti a 190 gradi.

Il tempo di cottura è abbastanza lungo, ma è necessario per le torte che contengono tanta frutta.

Curiosità

Dalla mela Limoncella si riesce anche ad ottenere un "sidro".

Molto famose sono anche le confetture di "mela Limoncella bio".

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Regione:Sicilia
Tipologia di prodotto: Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati  

Descrizione

Il "limone in seccagno di Pettineo" è un prodotto coltivato in Sicilia, al confine tra Messina e Palermo, nei comuni di Pettineo e Tusa.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il limone in seccagno di Pettineo nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Origini

Il suo nome deriva dunque dalla "zona di coltivazione", mentre il termine "seccagno" sta ad indicare che:

  • viene cresciuto senza notevole apporto di acqua.

Ciò conferisce al prodotto della peculiari qualità organolettiche che lo hanno contraddistinto fin dall'inizio del Novecento.

Conservazione

La sua caratteristica più rilevante e più apprezzata dai commercianti è la "lunga conservazione", che ne permette il trasporto senza particolari problemi.

Questo limone in seccagno di Pettineo, che ancora oggi viene coltivata in modo spontaneo in quanto non ne esiste una specifica industria, viene usato in cucina più che per il consumo fresco.

L'unica eccezione è per i cosiddetti "bastardoni", che sono i limoni che non vengono raccolti, ma vengono lasciati per la primavera successiva, di solito perché troppo piccoli per la commercializzazione, diventando buoni per il consumo diretto.

Utilizzo

Il limone in seccagno di Pettineo viene usato soprattutto per realizzare gustose granite, ma si prestano ad ogni altro tipo di preparazione:

  • primi o secondi piatti;
  • per realizzare liquori;
  • per condire insalate e macedonie.

Proprietà benefiche

Questa particolare varietà, che prolifera al caldo sole siciliano, esalta al massimo le virtù tipiche di questo agrume, infatti è ricco di:

  • vitamina C, che è nota per avere il potere di fortificare le difese immunitarie dell'organismo.

Inoltre è di aiuto anche all'apparato digerente e il consumo ne è consigliato agli sportivi, poiché migliora le loro prestazioni, e ai fumatori, poiché purifica l'organismo dalle tossine.

Pubblicato in SICILIA
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Descrizione

Il "limone verdello" è una varietà di agrume tipico della regione Sicilia, presente prevalentemente nel territorio di Siracusa e nel catanese.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il limone verdello nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Caratteristiche

La pianta di limone verdello è:

  • piccola;
  • i rami sono alquanto irregolari;
  • le foglie sono lunghe;
  • i fiori bianchi striati di rosso che spuntano ai lati delle foglie.

Un particolare metodo di coltivazione consente una "fioritura tardiva" della pianta, il limone verdello infatti, si raccoglie tra Maggio e Settembre e per questo è definito il "limone d' estate".

Il limone verdello ha:

  • la buccia verde;
  • la polpa gialla e succosa;
  • è di media pezzatura e pesa circa 100 gr.

Grazie al sapore aspro del succo, il limone verdello è molto utilizzato in cucina, ma è anche ingrediente principale di:

  • bevande fresche e dissetanti.

Lavorazione

La buccia, sottile e profumata, viene tagliata a fettine sottili e viene usata per "aromatizzare" i piatti, rendendoli veramente speciali.

Con la scorza del limone verdello si prepara:

  • un ottimo "limoncello", il liquore della tradizione siciliana.

Il limone verdello servito a fine pasto, favorisce la digestione!

Molto gustose sono anche le "scorze di verdello candite":

  • tagliate a pezzetti possono arricchire gli impasti di ciambelle e il ripieno dei tipici cannoli siciliani.

Proprietà benefiche

A rendere prezioso il limone verdello è:

  • l'alta percentuale di vitamina C, dalle note proprietà antiossidanti.

Il succo dell'agrume è considerato un "ottimo alleato" per combattere:

  • i malanni di stagione ed è utile anche per migliorare il sistema immunitario.

Curiosità

Dalla buccia del limone verdello si estrae anche:

  • un olio essenziale impiegato in profumeria e nella cosmesi naturale.
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REGIONE: Calabria 
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati 
CERTIFICAZIONE PRODOTTO: IGP

Certificazioni

I "limoni di Rocca Imperiale" sono coltivati in questa regione della Calabria fin dal Seicento ed hanno ottenuto la denominazione IGP nel 2011.

Caratteristiche

I limoni di Rocca Imperiale si caratterizzano per:

  • frutti di medie dimensioni;
  • di forma allungata;
  • privi di semi;
  • con un peso di 100-160 grammi circa.

Presentano una resa davvero elevata per quanto riguarda il "succo estraibile" ed un sapore intenso ed eccellente.

"La cultivar" viene definita nella zona come Antico o Nostrano di Rocca Imperiale e consiste in una derivazione della varietà Femminiello Comune.

I frutti si caratterizzano per:

  • un profumo davvero intenso;
  • per un particolare colore giallo solare.

Si tratta di due peculiarità che consentono di distinguere subito la specie.

Produzione

Gli esemplari producono nel corso dell'anno tre tipologie diverse di frutti, ognuno derivante da una differente fioritura:

  • Primofiore e quella Maiolino viene raccolta dal mese di Maggio a quello di Luglio;
  • la tipologia Verdello è più tardiva, infatti si raccoglie da Agosto ad Ottobre.

Proprietà benefiche

I limoni di rocca imperiale hanno notevoli "benefici" sulla salute in quanto contengono una quantità rilevante di:

  • "limonenee".

Anche per questo motivo molti esperti sostengono che i limoni coltivati a Rocca Imperiale siano superiori a quelli di altre zone.

Infatti il territorio si distingue per un microclima assolutamente favorevole e quindi destinato alla limonicoltura.

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Regione: Sicilia
Tipologia Prodotto: Frutta

Descrizione

Con la denominazione "mandarino tardivo di Ciaculli" si intende una varietà di mandarino coltivato nel comune palermitano di Ciaculli, un piccolo e grazioso borgo di campagna.

Cetrificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il mandarino tardivo di Ciaculli nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Caratteristiche

Si dice "tardivo" proprio perché la sua "maturazione" avviene più tardi rispetto agli altri agrumi.

Si tratta di un frutto particolare:

  • molto dolce e profumato;
  • con la buccia sottile di un bel colore giallo-arancione.

È molto apprezzato anche perché ha "pochi semi" ed è molto succoso.

Il mandarino tardivo di Ciaculli matura fino a Marzo e per questo motivo viene detto "marzuddu".

Raccolta

La produzione non è molto abbondante e si deve al lavoro costante dei piccoli produttori della zona.

La fase di "raccolta" è abbastanza delicata e deve essere fatta "a mano", i frutti vengono maneggiati con cura e messi in sacchetti di tela per non danneggiare la buccia.

Origini

Il mandarino tardivo di Ciaculli è una varietà nata intorno agli anni '40, dovuta ad una trasformazione spontanea di un altro tipo di mandarino:

  • il "mandarino avana".

Attualmente la produzione del mandarino tardivo di Ciaculliè è molto importante ed è tra i prodotti di qualità più prestigiosi dell'agricoltura siciliana.

Grazie al suo sapore intenso e inconfondibile, questo mandarino è ricercato anche dai maestri gelatieri per la preparazione di sorbetti.

Proprietà curative

Da tempi remoti i semi del mandarino tardivo di Ciacullisono sono impiegati nella "medicina cinese" per:

  • curare malattie infiammatorie e per calmare i dolori muscolari.

La polpa del mandarino tardivo di Ciaculli è:

  • ricca di fibre;
  • di vitamine;
  • di beta-carotene.

 Il mandarino tardivo di Ciaculli:

  • stimola la digestione;
  • stuzzica l'appetito;
  • è particolarmente indicata per i soggetti che soffrono di inappetenza.
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REGIONE: Puglia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Vegetali trasformati
CERTIFICAZIONE PRODOTTO: PAT

Descrizione

La "mandorla di Toritto", è un prodotto tipico pugliese la cui pastosità le rende ideali per la pasticceria ed anche per il gelato artigianale.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la mandorla di Toritto nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Puglia (PAT).

Slow Food

Oltre ad essere presidio "Slow Food", è anche una delle migliori mandorle presenti in Europa.

Origini

Il nome di questa mandorla deriva dal luogo in cui viene prodotta, Toritto, comune tra pre-Murgia ed alta Murgia, in Puglia.

Quando parliamo di mandorlo, pensiamo subito:

  • ad una pianta robusta che da sempre cresce su terreni aridi, poveri e con una ridotta profondità.

Il mandorlo rappresenta "prestigio" ed è una risorsa fondamentale e insostituibile per molte zone del Sud Italia.

Del frutto del mandorlo, ovvero la mandorla, non si scarta niente

  • le foglie sono ottime come cibo per gli ovini;
  • i semi, ricchi di olio, vitamine e proteine per la nostra alimentazione;
  • i gusci e i malli utilizzati nella produzione di carbonella;
  • le ceneri dei gusci sono ricchissime di potassio nonché idonee per fertilizzare in maniera naturale.

In Puglia, in particolare nella provincia di Bari, i mandorli e quindi la loro coltura, hanno influenzato in maniera importante la conformazione del paesaggio agrario ed anche la cultura del luogo.

Col passare degli anni, il mandorlo ha acquisito sempre più valore nel tempo, tanto che nel comune di Toritto, si sono sviluppate cultivar autoctone che hanno preso il nome di coloro che le hanno create.

Alcuni esempi sono appunto la mandorla Filippo Cea, la quale contiene:

  • una elevata percentuale di olio e acidi grassi polinsaturi;
  • una ridotta acidità;
  • un retrogusto con note di burro, ma dal sapore intenso ed equilibrato.

Raccolta

La fioritura avviene nel mese di Marzo mentre la raccolta delle mandorle avviene solitamente dalla fine di Agosto fino all'inizio di Ottobre.

Proprietà salutari

Queste mandorle hanno un sapore intenso e presentano un elevato contenuto di:

  • olio (59,57%);
  • acidi grassi polinsaturi.

La mandorla viene considerata un alimento fondamentale per la salute dell'uomo, in particolare viene riconosciuta la sua capacità di "ridurre il colesterolo", ha un effetto benefico sul sistema nervoso.

Le mandorle in generale sono ricche di minerali come:

  • fosforo;
  • magnesio;
  • ferro;
  • calcio;
  • potassio.

Contengono inoltre:

  • vitamine;
  • sono potenti "antiossidanti";
  • hanno una quantità di proteine accostabile a quelle presenti nella carne.

La mandorla di Toritto è famosa per la sua "elevata pastosità" che la rende un prodotto molto utilizzato in pasticceria, eccezionale nella produzione dei tipici dolci pugliesi.

Questa tipologia di mandorlaviene utilizzata soprattutto per la realizzazione del torrone e latte di mandorla.

In cucina

Le mandorle di Toritto sono utilizzate in svariate specialità culinarie, in particolare modo sono indicate per la preparazione di dolci!

Di seguito vi aiuteremo a preparare:

  • le tortine alle mandorle di Toritto con prugne e fichi.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la preparazione delle tortine alle mandorle di Toritto con prugne e fichi sono:

  • 125 g di mandorle di Toritto tritate;
  • 80 g di farina;
  • 125 g di burro;
  • 200 g di zucchero a velo;
  • 4 bianchi di uova;
  • sale q.b.;
  • 2 fichi;
  • 2 prugne.

Preparazione

Cominciamo con la preparazione delle tortine alle mandorle di Toritto con prugne e fichi quindi:

  • prima di tutto prendete le prugne ed i fichi, lavateli, asciugateli e fateli a fettine;
  • in una planetaria mettete la farina, le mandorle di Toritto con lo zucchero;
  • a parte, in un pentolino, fate sciogliere i 125 g di burro, fino a che non si scurisce;
  • ora interrompete la cottura del burro, versatelo nella planetaria insieme agli altri ingredienti e cominciate a mescolare per bene.

Prendete i bianchi delle uova e montateli a neve unendo sale q.b.

Una volta montati gli albumi, uniteli al composto nella planetaria e continuate ad amalgamare in maniera omogenea gli ingredienti.

Con l’ausilio di piccole formine di carta, versate dentro queste ultime un po' di composto ciascuna e successivamente sovrapponete le fettine di prugne e fichi.

Con forno preriscaldato a 180 gradi, riponete le vostre tortine alle mandorle di Toritto con prugne e fichi a cuocere e lasciate in forno per circa 10/15 minuti.

Per capire se la cottura si è ultimata, non dimenticatevi della solita prova dello stuzzicadenti!

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