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Regione: Sicilia
Tipologia di prodotto: Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati  

Descrizione

Le "mandorle" sono un alimento con elevati valori nutrizionali e fanno parte della numerosa famiglia della frutta secca.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito le mandorle nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Tradizioni

Tale frutto o seme, è indicato come integratore naturale grazie alle proprietà benefiche di cui è composto ed è valido sia mangiato nella forma comune sia inserito in ricette culinarie.

La Sicilia è la regione italiana che dà i natali a questo alimento dal sapore particolare e vagamente dolce che è perfetto da adoperare in cucina per la concretizzazione di alcuni dei dolci regionali più conosciuti.

Questi semi del mandorlo hanno:

  • un gusto carico ,che viene accentuato dalla sua peculiarità gradevolmente amabile e che le rende molto appetibili.

Non è un caso che gustandole, innescano il classico meccanismo una tira l'altra.

Proprietà benefiche

In funzione del nutrimento sono un'ottima "alternativa" al latte per coloro che ne sono intolleranti o praticano un'alimentazione particolare, perché l'alto contenuto di calcio in esse contenute, fa sì che siano un valido supporto alle ossa e ai denti, inoltre fanno bene anche al cuore.

Per tali motivi sono molto apprezzate non solo nella regione d'origine, ma anche nel resto d'Italia ed entrano nelle case da vere protagoniste.

In cucina

Se vuoi conquistare i tuoi amici a cena, approfitta delle mandorle siciliane per creare qualcosa di stupefacente, che diventi il fiore all'occhiello della tua serata.

Puoi decidere di servirle nella loro forma originale, lasciando che diventino un elemento di comunione interattivo, oppure realizzare un dolce caratteristico nel quale spicchino con la loro essenza autentica.

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Regione: Sardegna  
Tipologia di prodotto: Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati |  

Descrizione

Le "mandorle Arrubia" e le varietà più conosciute in Sardegna sono la Cossu, la Olla e la Schina de Porcu

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito le mandorle Arrubia nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Origini

Il mandorlo, coltivato nell'isola fin dall'antichità, caratterizza tutto il paesaggio della Sardegna.

Le prime colture specializzate risalgono ai primi del 1900 e furono incoraggiate dal Ministero dell'Agricoltura più che altro nell'entroterra cagliaritano e nel territorio di Sanluri.

Proprio nel Novecento il mandorlo è stato di fatto il "fruttifero" maggiormente coltivato in Sardegna.

Il declino di questa coltura inizia a partire dagli anni Cinquanta, questo nonostante l'isola sia al terzo posto nella produzione di mandorle dietro la Sicilia e la Puglia.

Caratteristiche

Le mandorle Arrubia sono una qualità di mandorle dolci adatte all’utilizzo in pasticceria.

Gli alberi su cui le mandorle Arrubie crescono sono vigorosi a portamento tendenzialmente assurgente:

  • i rami sono robusti;
  • le foglie sono grandi con una lunghezza di circa 7 cm;
  • la larghezza è media con un forma ellittico-allungata;
  • i fiori piuttosto grandi;
  • i petali sono bianchi, con unghia rossastra.

Le mandorle in guscio si presentano:

  • lunghe in media 3,9 cm;
  • spesse 1,8 cm;
  • con un peso di circa 7 gr.

I semi sono:

  • dolci e di forma ellissoidale allungata;
  • lunghi in media 3 cm;
  • larghi 1,7 cm;
  • spessi 7 cm.

La mandorla Arrubia è molto apprezzata dagli agricoltori per:

  • la sua produttività;
  • la costanza della fruttificazione;
  • la sua rusticità;
  • le sue caratteristiche organolettiche.

Varietà

Le mandorle Arrubia, oltre ad essere le più comuni della Sardegna, sono anche le più antiche, tra queste distinguiamo:

  • Cossu;
  • Olla;
  • Schina de Porcu.

Nell'isola le mandorle vengono consumate sia tostate che crude, e vengono impiegate in vari modi:

  • tagliuzzate;
  • intere;
  • macinate;
  • glassate.

Inoltre il loro utilizzo è fondamentale nella realizzazione di ottimi dolci:

  • tradizionali;
  • modellati;
  • rifiniti;
  • stilizzati dalle mani esperte delle donne sarde.

In cucina

In Sardegna, infatti, i dolci, così come i primi piatti, i condimenti, le verdure e il pane sono terreno "al femminile".

Le mandorle Arrubia, non sono solamente un ingrediente "aggiunto" dei dolci tradizionali, di sovente sono il loro ingrediente "principale".

Ecco a voi una "lista di dolci" che hanno come ingrediente base proprio la "mandorla".

  • il gattò,
  • i guefus,
  • il torrone,
  • gli amaretus,
  • i confetti,
  • i candelaus
  • i sospiri tipici di Ozieri.

Vogliamo proporvi una ricetta semplicissima e casalinga nella quale sfruttiamo le nostr mandorle Arrubia, stiamo parlando dei:

  • tipici dolcetti sardi alle mandorle Arrubia.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la preparazione dei tipici dolcetti sardi alle mandorle Arrubia:

  • 500 g di mandorle Arrubia;
  • 500 g di zucchero semolato;
  • 50 g di acqua;
  • 80 g di essenza di arancio;
  • scorza di 1 limone;
  • 2 cucchiai di Sambuca;
  • 200 g di zucchero a velo.

Preparazione

Cominciamo quindi con la preparazione dei dolcetti sardi alle mandorle Arrubia:

  • prima di tutto sciogliete lo zucchero in un pentolino insieme a dell'acqua;
  • mescolate spesso al fine di creare uno sciroppo;
  • quando il composto comincerà ad addensarsi, aggiungete la scorza di limone, l’essenza di arancio, la Sambuca ed infine le mandorle di Arrubia;
  • continuate a mescolare fino a raggiungere un composto omogeneo.

Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare e riposare l'impasto.

Una volta che il composto si sarà raffreddato, create con le mani delle "palline", poi:

  • adagiatele su di un piano di lavoro e cominciate a preparare la "glassa".

Scaldate dell’altro zucchero con dell'altra acqua in un pentolino fino al crearsi di altro sciroppo, poi:

  • lasciate intiepidire ed unite lo zucchero a velo fino a che non avrete ottenuto una glassa omogenea che utilizzerete per ricoprire i dolcetti sardi alle mandorle Arrubia.

Mettete i vostri dolci all'interno di pirottini e cominciate a decorare a piacere, per esempio con:

  • motivi floreali;
  • codette;
  • palline colorate o argentate.

I vostri dolcetti sardi alle mandorle Arrubia sono pronti per essere degustati ...buon appetito! 

Proprietà benefiche

Dalle mandorle Arrubia, inoltre, si estrae un olio preziosissimo e delle essenze eccellenti.

Entrambi hanno un vasto impiego sia nella:

  • farmacopea tradizionale;
  • nell'industria farmaceutica;
  • nella cosmetica.
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Regione: Sardegna 
Tipologia di prodotto: Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati 

Descrizione

La "mela appicadorza", "baccalana", "baccalarisca" o "mela 'e ferru" è una tipologia di mela il cui albero è soggetto a cascola.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la mela appicadorza nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Origini

Questo albero fiorisce nel periodo dal primo al quindici Maggio, mentre la raccolta del frutto avviene verso la fine del mese di Settembre, poi vengono lasciate maturare per ammezzimento, ossia arrivare a far imbrunire la polpa del frutto.

Questa metodologia di produzione ha subito varie analisi il cui risultato positivo ha evidenziato che non sono presenti rischi dal punto di vista microbiologico, fisico e chimico.

La presenza di questo speciale tipo di albero è tipica della zona del Montiferru e si ritrovano testimonianze anche in alcuni testi antichi.

Caratteristiche

La particolarità di questo frutto sta nella modalità di conservazione, ovvero:

  • vengono creati dei grappoli legando le mele tra di loro e poi si appendono finché non si arriva al totale consumo.

Da questo procedimento deriva infatti il nome "appicadorza", oppure vengono messe in mezzo alla paglia per portarle alla maturazione.

Passato il tempo necessario alla maturazione, la mela appicadorza può essere consumata nel periodo da Ottobre a Dicembre, oppure se conservato in maniera adeguata si mantiene anche per periodi più lunghi.

Durante il periodo di maturazione richiesto,  la mela appicadorza viene appesa in particolari magazzini privi di luce e vengono lasciate lì per tutto il periodo necessario.

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REGIONE: Basilicata
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Vegetali trasformati

Descrizione

La "melanzana bianca di Senise" è un alimento tipico della Basilicata dal sapore deciso e pungente.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la melanzana bianca di Senise nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Basilicata (PAT).

Proprietà benefiche

Questo ortaggio al di là del sapore eccezionale contiene poche calorie e numerose fibre e sali minerali essenziali per l’organismo.

Le sue origini risiedono proprio nella zona di Senise, in provincia di Potenza e, grazie alle sue particolarità benefiche e di gusto, è un ingrediente molto utilizzato nella gastronomia lucana e di tutta Italia.

Presentazione

Tale verdura si presenta:

  • di colore bianco con striature rosa violacee ben diverso rispetto alla melanzana scura;
  • può essere sia tonda sia allungata;
  • come le altre si può mangiare in diversi modi.

Se sei un cuoco amatoriale che desidera sperimentare specialità attuali, la melanzana bianca di Senise può aiutarti a creare qualcosa di moderno e territoriale allo stesso tempo, riuscendo a impreziosire la tua tavola.

Dopo la cottura la melanzana bianca di Senise mantiene il caratteristico:

  •  sapore vagamente piccante;
  • l'aroma piacevole, i quali sono capaci di dare alla portata un tocco impareggiabile.

Degustazione

Il perfetto equilibrio dato:

  • dalla consistenza tenera della polpa;
  • dal profumo delicato;
  • dal gusto tendenzialmente pepato;

rende la melanzana bianca di Senise ideale per valorizzare un antipasto misto se fritta in pastella.

Se invece, preferisci piatti più salutari, puoi optare per una cottura alla piastra prima di insaporirla con le erbe aromatiche, le quali sapranno enfatizzarne il sapore, concedendoti la possibilità di servire un contorno sfizioso capace di soddisfare chiunque!

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REGIONE: Sicilia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Frutta

Descrizione

Ci troviamo nella regione della Sicilia, sulle pendici del vulcano Etna, su questi territori, tra i 700 e i 150 metri sul livello del mare, crescono sin dall'antichità tantissimi "meleti" alcune delle qualità coltivate sono ad oggi scomparse.

Caratteristiche

Rimane viva quella delle "mele cola", chiamata anche Regina dell'Etna.

Il suo nome originario deriva dal fatto che si diffuse a Nicolosi, una località nei pressi del convento di San Nicola.

È caratterizzata da:

  • una forma tondeggiante e cilindrica;
  • ha una colorazione verdognola all'inizio della maturazione, che poi diventa gialla e impreziosita da tante lentiggini ruggine.

La polpa che è ideale in cucina per tante preparazioni, si presenta:

  • bianca;
  • farinosa,
  • acidula;
  • croccante.

Le mele cola sono riuscite a sopravvivere e crescere in questi territori difficili ed impervi, mantenendo intatte le sue qualità organolettiche specifiche, grazie anche al connubio speciale tra l'altitudine del paesaggio ed il clima mitigato.

Le mele cola, si differenziano dalle altre tipologie di mele per essere "più piccole", una versione mignon di quelle che generalmente abbiamo sulle nostre tavole.

Il raccolto

La raccolta delle mele cola si effettua in autunno, all'inizio del mese di Ottobre, e si protrae per tutto il mese.

Questo è un periodo importante per la regione Sicilia che accoglie i numerosi turisti alla ricerca dell'aria buona della montagna e della genuinità dei suoi prodotti locali.

Degustazione

Le mele cola sono buonissime da mangiare in purezza, mentre la polpa dal gusto acidulo e particolare è adatta ad essere preparata cotta.

Con questa tipologia di frutta si realizzano degli squisiti dolci al forno, come le crostate di pasta frolla, condite con:

  • noci;
  • nocciole;
  • pistacchi.
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REGIONE: Calabria.
TIPOLOGIA PRODOTTO: Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati

Descrizione

Con la definizione "mele di montagna" si intende l'insieme di tre varietà di frutti: la mela cotogna (Pyrus cydonia), la "coccia" e la "limoncella".

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito le mele di montagna nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Calabria (PAT).

Caratteristiche

La tipologia del terreno e il clima mediterraneo della Calabria ben si prestano alla loro coltivazione, inoltre le piante resistono molto bene all'attacco di parassiti che spesso infestano gli alberi da frutto.

La "mela di Cotogna" si distingue per:

  • il colore della buccia, che va dal giallo al verde con sfumature rosse;
  • la polpa è dolce e croccante ed è di colore giallo tenue, quasi crema.

Anche la varietà detta "Coccia" ha:

  • un colore giallo-verde con chiazze rosse, ma la forma è leggermente appiattita e visibilmete schiacciata;
  • la polpa ha un sapore dolce e gradevole, è bianca e piacevolmente croccante.

La "Limoncella" ha:

  • un aspetto cilindrico;
  • la buccia è giallo-verde con una nuance rosso pallido;
  • la polpa dolce ha un leggero retrogusto acidulo molto piacevole al palato.

Nella zona di Catanzaro è possibile reperire anche la "limoncella rossa".

Degustazione

Tutte le mele di montagna sono buone da mangiare anche con la buccia, possono valorizzare una macedonia, si possono gustare grattugiate e sono ottime anche caramellate o cotte al forno.

Si prestato benissimo alla preparazione di:

  • marmellate;
  • confetture;
  • sorbetti;
  • succhi di frutta.

In pasticceria vengono utilizzate per realizzare dolci e biscotti.

Con le mele di montagna si può ottenere il "sidro", una bevanda dolce e leggermente alcolica ricavata dalla fermentazione del loro succo, molto apprezzato in cucina è anche l'aceto di mele.

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