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REGIONE: Puglia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Frutta

Descrizione

"L'arancia dolce" del Golfo di Taranto, detta anche "arancia navelina", è un vero tripudio di colori e sapori che rispecchia a pieno i profumi delle terre pugliesi sul golfo.

Presentazione

L'arancia dolce, eccellenza del territorio, si presenta nei toni:

  • dell'arancio;
  • dell'oro;
  • con leggere venature di arancia rossa.

Proprietà organolettiche

Il sapore è quello delle "arance perfette" sia a tavola che in spremuta, grazie al sapore dolce e poco aspro.

Ciò che la contraddistingue dalle altre arance dal punto di vista delle caratteristiche organolettiche, è appunto il:

  • "sapore fresco";
  • "dissetante".

L'interno risulta polposo e con poca pelle.

L'arancia dolce di Taranto è poi facilmente distinguibile, grazie alla sua:

  • forma tipica.

Basterà infatti che prestiate attenzione alla base leggermente allungata per distinguerla da tutte le altre arance.

Inoltre la stessa buccia è molto più sul rossastro, quindi potrete distinguerla dalle varianti di arance più aspre del territorio.

Raccolta

Questi succosi frutti della natura sono poi disponibili per molti mesi, in quanto il raccolto comincia ad Ottobre con le primizie e termina a Maggio inoltrato.

Ciò permette di godere per gran parte dell'anno di fresche arance dolci del Golfo di Taranto appena colte e profumate.

L'arancia dolce di questo golfo è poi priva di semi e altamente succosa, perfetta quindi anche per i più piccoli.

I suoi colori poi ricoprono le campagne di gran parte del golfo tarantino, tra cui spiccano sicuramente i comuni di:

  • Castalleneta;
  • Ginosa;
  • Palagianello per l'importante produzione.
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REGIONE: Sardegna
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Frutta

Descrizione

"L'arancio di Muravera" è molto ricercato in tutti i mercati per via della sua polpa bionda, succosa e zuccherina!

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito l'arancio di Muravera nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Origini

Gli agrumi prendono il nome dalla "zona di coltivazione", che però non comprende solo il comune di Muravera, ma anche quelli di:

  • Castiadas;
  • Villaputzu;
  • San Vito.

Tutto questo territorio è noto con il nome di Sarrabus, e si è specializzato nella coltivazione di agrumi fin dall'Ottocento, a quanto tramandano le fonti.

Sembra che siano stati gli spagnoli ad introdurre la coltivazione di "agrumi" in Sardegna, e la piana della foce del fiume Flumendosa è apparsa fin da subito quella più adatta.

La vallata è protetta dal massiccio detto dei Sette Fratelli, così che il clima è mite, riparato dai venti.

Coltivazioni

Per la coltivazione dell'arancio di Muravera, non c'è quasi bisogno di ricorrrere a prodotti fitochimici per la protezione dai "parassiti", proprio per le peculiarità dell'area di produzione.

Ancora oggi l'arancio di Muravera, dette in dialetto locale "Arangiu de Murera", viene coltivato come si faceva un tempo.

Il terreno viene lavorato in due periodi dell'anno:

  • tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera per il concime;
  • una seconda durante l'estate per il controllo delle piante infestanti.

L'irrigazione viene eseguita sottochioma e la raccolta rigorosamente a mano, per evitare che i frutti subiscano ammaccature.

Ancora oggi come un tempo, l'arancio di Muravera, quando si raccoglie, viene poi riposto in cestini o sacchi, portati a tracolla.

In questo modo il frutto resta integro!

Varietà

Le varietà di arance di Muravera sono tre:

  • Naveline;
  • Washington Navel;
  • Thompson.
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REGIONE: Puglia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Frutta

Descrizione

Il "barattiere", "cianciuffo", "pagnotella", "cocomerazzo" è un frutto tipico pugliese che rientra nella specie "cucumis melo" (melone), è un frutto ricco di acqua, di potassio e ha un basso contenuto di zuccheri.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il barattiere nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Puglia (PAT).

Origine

Il barattiere o cocomerazzo è il frutto non ancora maturo del "melone", che presenta un sapore leggermente dolce ed una pasta croccante.

La pagnotella o cianciuffo viene consumato ormai da secoli crudo, in alternativa al cetriolo, senza alcun condimento di olio e sale.

Insalata col barattiere - una ricetta fresca per l'estate

Ingredienti

Gli ingredienti sono:

Preparazione

Per la preparazione inizia:

  • a lavare bene l'insalata, asciugala e tagliala a strisce non sottili;
  • prendi il cianciuffo lavalo e taglialo a metà.

All'interno presenta i classici semini del melone che dovrai togliere e procedere con il tagliarlo a pezzetti grossolani.

  • Continua la ricetta con i pomodori che dovrai lavare e tagliare in 3/4 parti;
  • ora prendi la cipolla e tagliala alla julienne e la mozzarella a dadini;
  • in un contenitore di vetro versa l'olio, il sale quanto basta e l'aceto di mele, sbattili con una frusta fino ad ottenere un'emulsione;
  • ora prendi tutte le verdure tagliate in precedenza e mettile in una insalatiera dove andrai ad aggiungere il condimento.

Mescola bene, e la tua insalata fresca a base di barattiere è pronta per essere gustata!

Variante

Variante:

  • se ami la salsa di soia puoi aggiungerla all'emulsione di olio, aceto e sale!
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Regione: Sicilia
Tipologia Prodotto: Frutta

Descrizione

La bastarduna di Calatafimi è un frutto tipico e apprezzato del territorio siciliano, prevalentemente trapanese!

Certificazioni

 

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la bastarduna di Calatafimi nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Caratteristiche

La bastarduna di Calatafimi è una particolare qualità di fico d'India, a pasta gialla, tipico del periodo autunnale e, più precisamente, Novembrino.

È un frutto molto apprezzato.

Quando è maturo al punto giusto:

  • la sua polpa è compatta, morbida e piacevole;
  • il sapore dolce con note intense e decise.

Coltivazioni

La pianta della bastarduna di Calatafimi fa parte della categoria delle "piante grasse", che si contraddistinguono per essere:

  • resistenti;
  • molto longeve;
  • propense a crescere in natura senza bisogno di particolari cure o quantità eccessive di acqua.

Si tratta di piante imponenti, costituite da:

  • grandi foglie spesse, grosse e dure, che fungono anche da tronco, ricoperte di spine, che le proteggono da eventuali manifestazioni atmosferiche violente e dalla maggior parte dei parassiti infestanti.

Degustazione

Il fico d'India qualità bastarduna di Calatafimi è un frutto da tavola apprezzatissimo a fine pasto, grazie al sapore particolare che sgrassa e rinfresca la bocca.

In alcune ricette è utilizzato per impreziosire le insalate.

Il bastarduna di Calatafimi è un prodotto ricco di:

  • vitamine;
  • minerali;
  • proprietà nutritive sane e benefiche.

Tantissime persone amano preparare con la bastarduna di Calatafimi:

  • marmellate;
  • confetture;
  • succhi o centrifugati.

Confezionato così diventa un'ottima colazione!

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Regione: Sicilia
Tipologia di prodotto: Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati

Descrizione

I "capperi" sono molto antichi, ricchi di proprietà nutritiveorganolettiche uniche e largamente utilizzati in cucina.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito i capperi nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

In cucina

In Sicilia ne esistono numerose varietà ed è senz'altro uno degli alimenti tipici largamente diffusi in tutta la regione.

I capperi sono validi alleati nella preparazione di numerose ricette:

  • dai primi ai secondi;
  • di carne o di pesce;
  • sino ad arrivare ad insaporire e impreziosire verdure e contorni di ogni genere.

La varietà più famosa è sicuramente il "cappero di Pantelleria", presente e ancora oggi molto coltivato proprio nell'isola a cui deve il nome.

Degustazione

I capperi non possono assolutamente essere consumati freschi, ma richiedono dei processi di lavorazione decisamente lunghi e complessi.

Se venissero consumati freschi, sarebbero amari e poco gustosi, ben lontani dal potenziale aroma e sapore che sono in grado di sprigionare.

Per rendere i capperi deliziosi come li conosciamo, è importante lasciarli maturare una decina di giorni sotto del sale grosso.

Questo perché il sale produrrà dell'acqua che formerà una salamoia satura e naturale favorendo la maturazione dei capperi senza alcun prodotto chimico o altri fattori.

Una volta terminata la "maturazione", occorre scolare i capperi e sistemarli in un altro contenitore, aggiungendo dell'altro sale, ma in minore quantità rispetto alla prima fase.

Si lasciano trascorrere altri dieci giorni prima di avere finalmente i capperi pronti all'uso e consumo in cucina.

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Regione:Calabria
Tipologia di prodotto: Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati  

Descrizione 

La pianta di "cappero" (Capparis Spinosa) è estremamente rustica e resistente.

 

La pianta

La pianta del cappero proviene dell’Asia Minore e dalla Grecia e ora è particolarmente diffusa nelle isole minori della Sicilia.

Nasce e cresce in modo spontaneo in terreni calcarei asciutti, ma può anche essere coltivata.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito capperi e cucunci nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Capperi e cucunci

 

Capperi e cucunci, con il loro tipico sapore piccante e aromatico, sono entrambi ingredienti fondamentali della cucina mediterranea.

 

Ma qual è la differenza tra i due?

Semplicemente, i capperi sono i boccioli della pianta, ancora chiusi!

 

Se i capperi non vengono raccolti e gli si lascia il tempo di trasformarsi in fiore e poi in frutto, avremo la possibilità di gustare i cucunci, che altro non sono che i frutti della medesima pianta.

Caratteristiche

 

A livello visivo, capperi e cucunci hanno:

lo stesso colore verde intenso, ma i capperi sono più piccoli e presentano una forma tondeggiante.

cucunci sviluppano:

  • una forma affusolata;
  • sono leggermente più grandi;
  • presentano semi al loro interno;
  • vengono proposti con il gambo attaccato che non va mangiato, ma rende più facile portarli alla bocca uno dopo l'altro.

 

Per quanto riguarda il gusto, i capperi sono più aromatici, mentre i cucunci presentano una maggiore sapidità.

Conservazione

 

Sia i capperi sia i cucunci si conservano per lo più sotto sale grosso, dopo averli fatti asciugare al sole per qualche giorno.

 

I cucunci di solito vengono poi tolti dal sale e conservati in barattoli di vetro con soluzione acetica.

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